L’8 dicembre io voto perché

11-03-vito-plantoneNOCI (Bari) - L’8 dicembre io voto perché se non lo facessi io, si dirà, sarebbe grave. Andrò a votare alle primarie del Partito Democratico per una serie di ragioni, invece, che ovviamente solo sinteticamente vi riporto, ma che comunque mi impegno ad esplicitarvi nella loro concretezza.

L’8 dicembre io voto perché se non lo facessi non sarei in pace con me stesso e con l’idea che da un bel po’ di tempo ho nella testa: l’idea che il Partito che a Noci rappresento ha, è vero, mille difetti - e non è il caso di negarlo - ma si sforza da anni di rinnegare una idea della politica che ha seriamente devastato le nostre vite. Sono convinto, infatti, che lo sberleffo quotidiano della politica e dei politici sia stato il vero nodo fondamentale del disastro economico e sociale che noi oggi viviamo. La supremazia della economia si è fatta largo nel nostro Paese soprattutto grazie ad un pesante e paradossale abbattimento di quel ruolo sociale che alla politica non può essere negato. Abbiamo perso orientamento e misura ed abbiamo lasciato che l’istinto e l’autodeterminazione governassero la nostra quotidianità. Nessuna programmazione di lungo respiro, nessuna visione ideale, nessuna solidarietà tra uomini. E questo, va detto, a causa di modelli e idee tradotti in pratica di governo dalla destra italiana ed europea, a cui non abbiamo saputo contrapporre con forza modelli e idee diverse.

L’8 dicembre io voto perché immagino che questo Partito possa seriamente ridare dignità alla politica e alla sua aspirazione più alta, ovverosia la esaltazione della centralità della persona, della sua umanità, delle sue fragilità e dei suoi bisogni. Dalla crisi del ’29 (la grande depressione) non si venne fuori con proclami e insulti, ma grazie alla politica e alla passione di uomini che presero esempio dagli errori commessi per tracciare linee nuove e futuri allora imperscrutabili. Da lì nacquero il nostro “stato sociale” e una idea della economia più autenticamente umana.

L’8 dicembre io voto perché è necessario riaffermare che al di là degli sfogatoi personali, poi serve sempre razionalità e capacità di risolvere i problemi, perché tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo pronunciato un “vaffa…..” quando la misura era colma, ma poi i nostri di problemi, quando la sfuriata è passata, sono rimasti sempre i nostri e abbiamo dovuto affrontarli con responsabilità e calma.

L’8 dicembre io voto perché questo diventi un Partito fortemente alternativo al modello culturale che le destre ci hanno imposto negli ultimi 20 anni. Un Partito che sappia mostrarsi fortemente innovativo, progressista, riformista, coinvolgente e clamorosamente coraggioso. Qualcuno in questa competizione ha detto “non siamo nati per correggere la punteggiatura della destra” e da questo dobbiamo partire, dal saper mostrarci seriamente diversi e seriamente moderni.

L’8 dicembre io voto perché non posso più accettare l’immagine di parlamentari vestite di nero nel giorno della caduta politica di un uomo. Comunicare al mondo intero che nel parlamento italiano esistono vedove di un unico padrone, così mascherate per raccontare falsamente la morte della democrazia, è uno schiaffo in faccia a chi, tutti i giorni, si schiera contro lo scempio che viene fatto delle battaglie più elementari di dignità delle donne. Ecco, non siamo tutti uguali. Questa è una differenza.

L’8 dicembre io voto perché questo è un Partito fatto di correnti, di cui bisogna essere orgogliosi e non preoccupati in nome di un decisionismo che negli ultimi 20 anni è stato sterile e clamorosamente improduttivo; è un Partito che al suo interno promuove il dialogo ed il confronto, anche estremamente aspro, ma che rifugge sempre dall’idea del monoblocco, del pensiero unico, della espulsione per vilipendio al capo, dell’assenza di spirito critico.

L’8 dicembre io voto perché Renzi, Cuperlo e Civati hanno saputo, ognuno secondo le proprie inclinazioni e capacità, ricondurci in una discussione su noi stessi, sul nostro futuro e sul futuro del nostro Paese. A loro va riconosciuto il merito di essersi spesi anche per cercare di far capire a noi, a tanti di noi, che non bisogna fuggire dalla politica ma che anzi alla politica bisogna ritornare, con una idea nuova di noi stessi e del nostro vivere sociale.

L’8 dicembre io voto perché nessun altro partito in Italia ti chiede di stare dalle 8 di mattina alle 8 sera nei locali di via T. Siciliani della Chiesa dei Cappucini il giorno della Festa dell’Immacolata a segnare presenza e differenza.

Vi aspettiamo tutti, non perdete questa occasione.

Vito Plantone

Segretario del Partito Democratico Circolo di Noci

 

Come si vota

Hanno diritto di voto le cittadine/i e le elettrici/elettori che hanno compiuto il sedicesimo anno di età.

I ragazzi tra i 16 e i 18 anni, gli studenti, i lavoratori fuori sede e i cittadini temporaneamente fuori sede per motivi personali, debbono obbligatoriamente registrarsi online per poter esercitare il diritto di voto. Per tutti la registrazione online si potrà effettuare fino alle ore 12:00 del 6 Dicembre 2013.

Ricordati che prima di prendere la scheda elettorale ti sarà richiesto di firmare l'albo degli elettori delle Primarie e la normativa sulla privacy.

Recati al tuo seggio munito di un documento d’identità e della tua Tessera Elettorale, nonché di 2 euro di contributo per le spese organizzative (gli iscritti al PD non hanno quest’obbligo) e ti sarà consegnata la scheda elettorale per esercitare il tuo diritto di voto.

Il nostro Circolo ha deciso di destinare la propria quota di contributo (1 Euro per elettore) a sostegno del Banco Alimentare aperto a Noci.

Barra sulla scheda il nome della lista del candidato a Segretario Nazionale del PD che intendi sostenere.

 

COMUNICATO STAMPA

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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