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NOCI24.it

Quotidiano on-line della città di Noci (Bari)

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10-11-resilienza“La facoltà umana di scavarsi una nicchia, secernere un guscio, di erigersi intorno una tenue barriera di difesa, anche in circostanze apparentemente disperate, è stupefacente e meriterebbe uno studio approfondito” (da “Se questo è un uomo” di Primo Levi)

Nella storia di ognuno di noi possono essere presenti difficoltà ed eventi più o meno traumatici come un lutto, la perdita del lavoro, una separazione, che mettono alla prova la nostra capacità di resistere e superarli, mantenendo un certo equilibrio e benessere. È evidente però che ogni persona reagisce in maniera diversa agli eventi della vita; sarà capitato a chiunque di conoscere storie di persone più o meno note, che ci hanno colpito per la straordinaria capacità di recupero e di resistenza di fronte alle avversità. Perché queste persone riescono a restare in piedi in situazioni in cui altri crollerebbero? Qual è il segreto della loro forza? Per descrivere il tratto di personalità che caratterizza questi soggetti gli psicologi utilizzano il termine “resilienza”.

Questo termine deriva dall’ambito della scienza dei materiali e indica la proprietà che hanno alcuni materiali di conservare la propria struttura o di riacquistare la forma originaria, anche quando vengono sottoposti a forze che li schiacciano o li deformano. In ambito psicologico, questo termine non indica la semplice resistenza passiva agli eventi negativi, ma mette in evidenza la capacità di costruire un adattamento positivo in risposta a una situazione avversa, andando avanti con impegno e speranza di fronte alle difficoltà, mantenendo salda la propria motivazione al raggiungimento di obiettivi e alla costruzione di un progetto esistenziale, trovando un senso alla propria esperienza di vita. Essere resilienti non significa però essere infallibili, invulnerabili o non provare dolore, ma avere la tendenza a recuperare le crisi in tempi naturali, mettendosi in discussione, essendo disposti a cambiare, cercando strategie più efficaci, sia partendo dalle proprie risorse personali, sia chiedendo aiuto quando necessario.

La resilienza è il risultato di diversi fattori biologici, psicologici e sociali che interagiscono fra loro. A livello biologico, le ricerche dimostrano che l’organismo umano è predisposto geneticamente alla resilienza: la fisiologia delle risposte emotive è proprio finalizzata ad attivare l’individuo in funzione del suo istinto di sopravvivenza; ci sono però delle differenze individuali, cioè persone che nascono più resilienti di altre. La persona resiliente si contraddistingue per determinate caratteristiche psicologiche: autoefficacia e controllo, cioè avere la convinzione di poter esercitare una forma di dominio su ciò che ci accade e non sentirsi in balia degli eventi, una buona capacità di tollerare la frustrazione, modalità di pensiero funzionali a valutare la realtà in maniera oggettiva e attitudine alla speranza. Queste caratteristiche si formano nel corso dell’esperienza e sono influenzate in maniera particolare dall’ambiente sociale in cui si cresce e dalle modalità educative con cui i genitori allevano i figli; stili educativi iperprotettivi o autoritari non consentono ai bambini di confrontarsi con le difficoltà e trovare autonomamente una modalità per affrontarle, mentre lo stile autorevole trasmette fiducia, autocontrollo, favorisce lo sviluppo delle competenze cognitive e sociali e rafforza l’autostima del bambino e dell’adolescente.

In che modo possiamo quindi migliorare la nostra resilienza? Modificando il nostro modo di approcciarci ai problemi o agli obiettivi da raggiungere, scomponendoli in piccoli passi e affrontandoli uno alla volta; facendo ricorso al senso dell’umorismo per sdrammatizzare le situazioni difficili; allenandoci a cogliere i risvolti positivi delle situazioni negative; adottando strategie di fronteggiamento delle difficoltà volte alla soluzione del problema più che alla scarica del disagio emotivo; alimentando un atteggiamento ottimista e propositivo verso il futuro. Un altro aspetto importante è la capacità di costruire e mantenere sane relazioni interpersonali; nell’affrontare gli eventi della vita, la presenza di una rete sociale che possa garantire supporto è un fattore protettivo rispetto alle conseguenze negative delle difficoltà che dobbiamo affrontare. (foto dalla rete)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Il progetto: cosa prevede

Avvio del bando: 1-4-2004

Avvio lavori P.zza Garibaldi: 11-4-2012

Fine lavori P.zza Garibaldi: 30-4-2013

Approvazione convenzione: 15-07-2014

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MUSEO DEI RAGAZZI

 

Il progetto: cosa prevede

Avvio del bando: 30-11-2005

Primo stralcio: 7-06-2011

Secondo stralcio: 7-04-2014

Avvio Terzo stralcio: 29-12-2015

Conclusione Terzo stralcio: ???

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Il progetto: cosa prevede

Avvio del bando: 19-12-2014

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Chiusura prima fase del PUMS: 22-12-2016

Adozione ed attuazione PUMS: ???

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