LETTERE AL GIORNALE - «Suscipe me, Domine, secundum eloquium tuum, et vivam». Con queste parole della Regola, che hanno ritmato la sua intera esistenza monastica, la comunità benedettina di Noci ha annunciato il ritorno a Dio di padre Gennaro Antonio Galluccio (1931-2026), figura che ha saputo fondere l'ascesi monastica con una dedizione accademica rarissima.
Nato a Giugliano in Campania nel 1931, padre Gennaro scelse l'Abbazia di Noci come luogo della sua "stabilitas". Per decenni ne è stato un pilastro: la sua figura, curva sui documenti dell’archivio o raccolta in preghiera nel coro, incarnava l’ideale del monaco che cerca Dio attraverso la bellezza e la sapienza. Uomo di cultura enciclopedica, univa alla teologia una profonda sensibilità artistica: i suoi studi musicali animavano la comprensione della liturgia, mentre la sua padronanza delle lingue gli permetteva di spaziare tra i testi originali. Oltre alle lingue moderne, la sua conoscenza del latino, del greco e di lingue bibliche ed orientali, tra cui l'aramaico, lo rendeva un interlocutore privilegiato per l'esegesi più raffinata.
La formazione teologica, solida e rigorosa, non è mai rimasta confinata tra le mura della sua cella. Come bibliotecario, prima, e soprattutto come archivista, dopo, ha custodito e ha dato impulso alla valorizzazione del patrimonio librario e documentario. Lo ha reso un riferimento culturale imprescindibile per l'intero territorio pugliese. I suoi studi su Oronzo Lenti e sull’opera scultorea di Adolfo Rollo non sono state semplici ricerche storiche, ma atti d’amore verso la memoria di questa terra che lo aveva adottato. In ambito accademico, le sue ricerche sono oggi citate come modelli di rigore filologico e microstoria, capaci di restituire dignità critica all'arte sacra del Novecento e di delineare con precisione documentaria il profilo della nobiltà illuminata locale.
Vogliamo ricordare, con particolare menzione, il suo grande contributo alla patristica. Padre Gennaro è stato uno dei più autorevoli interpreti del pensiero di Origene, per anni membro attivo del GIROTA (Gruppo Italiano di Ricerca su Origene e la Tradizione Alessandrina), collaborando con i più insigni studiosi del settore e producendo pubblicazioni di respiro internazionale, che restano pietre miliari per la comprensione dell'esegesi biblica antica. In ambito accademico, il suo approccio è citato come esempio di "teologia delle fonti", capace di rendere attuale il pensiero dei Padri della Chiesa senza tradirne il contesto storico. La sua capacità di leggere i Padri della Chiesa con occhio moderno lo ha reso un ponte tra l'antichità cristiana e le sfide del presente.
Per noi, Padre Gennaro non è stato solo un maestro di rigore scientifico, ma una guida paterna e luminosa. Ci restano nel cuore la sua umiltà profonda, che quasi nascondeva la sua immensa cultura, e i suoi occhi che brillavano di gioia autentica davanti a ogni nostra nuova scoperta archivistica. Lavorare con lui significava respirare un'aria di pace e di instancabile ricerca della Verità. Grazie, Padre Gennaro, per averci insegnato che l'archivio è il cuore pulsante della memoria, da custodire con amore e onestà.
Con eterna stima e profondo affetto,
Mariarosaria Lippolis e Mariella Intini, collaboratrici archiviste




















