NOCI - “All’indomani di una delle esperienze più incredibili della mia vita sono qui a raccontare quello che ho vissuto un queste magiche cinque settimane di lavoro ai Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026.
Prima, però, è doveroso fare un passo indietro, perché se tutto questo è stato possibile, in parte, è anche grazie a Noci24, che dall’8 marzo 2019, ancora sedicenne, mi permette di raccontare gli eventi sportivi del nostro paese. Sin da piccolo ho avuto il desiderio di poter parlare e vivere lo sport a 360 gradi, di lasciarmi trasportare dalle emozioni di una vittoria e analizzare una sconfitta.
Nel 2021 ho lasciato Noci per studiare prima a Forlì, per la triennale, per poi muovermi a Bologna per il percorso magistrale. Da studente di giornalismo, nel novembre del 2024, ho avuto la possibilità di partecipare ad un progetto del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) per diventare uno dei dieci giovani reporter di questi Giochi. Dopo una serie di selezioni, il mio sogno si era in parte infranto in seguito alla notizia del mio ruolo di “riserva”. Non ho mai avuto rimpianti, però, dopo quell’annuncio, d’altronde ero arrivato 19esimo su oltre 100 partecipanti, era la prima occasione in un contest del genere e mi aveva dato fiducia per il mio futuro. Poi, ad ottobre dello scorso anno, però, una mail ha cambiato tutto. I recruiter del progetto, colpiti dal mio percorso durante le selezioni, mi avevano contattato per propormi una nuova mansione, non come reporter ma in una posizione manageriale, ovvero diventare Press Workroom Supervisor della sala stampa della venue di Livigno Aerials e Moguls Park (LAM).
In queste settimane mi sono occupato dell'organizzazione e della gestione della sala stampa, sono stato a contatto con giornalisti e fotografi per rispondere alle loro domande ed esigenze affinché potessero svolgere al meglio il proprio lavoro ed ho organizzato le conferenze stampa dei medagliati dopo le finali.
Arrivare a Livigno, una delle città più fredde d’Italia, per un pugliese, non è stato semplice. Nei primi giorni di lavoro, però, l'ambientamento non è stato difficile, una delle cose che mi ha colpito di più è stata la quantità di persone che lavorano per un evento sportivo di portata globale: management, workforce, look, pulizia, comunicazione, press operations, ospitalità, sicurezza, tecnologia.
I giorni che precedono l’inizio dei Giochi sono stati i più intensi. Si lavora senza sosta affinché tutto possa funzionare alla perfezione quando il mondo intero accende i riflettori.
Ho avuto la fortuna di lavorare in un team unito e altamente competente. Oltre la mia figura, l’ufficio delle press operations era composto dal Venue Media Manager, dal Photo Manager, dal Mixed Zone Supervisor, dal Photo Supervisor e dalla Languages Service Manager. Sono stato affiancato da persone con esperienza decennale nel campo che mi hanno fatto crescere sia umanamente che professionalmente.
Ho osservato da vicino giornalisti e fotografi provenienti da ogni parte del mondo raccontare le imprese dei propri connazionali con dedizione e passione. Ho ascoltato consigli preziosi, imparato da chi ha vissuto decine di grandi eventi internazionali, e accolto con orgoglio i complimenti sinceri ricevuti per il lavoro svolto. Quel piccolo ragazzo che sognava di partecipare ai Giochi, può dire di avercela fatta. E se questo è stato un traguardo, è anche un nuovo punto di partenza. Con la speranza che il cammino appena iniziato possa portarmi ancora lontano.”
Claudio Maraglino























