NOCI – Da Noci alla scena nazionale del triathlon, è questo il percorso del nostro concittadino Nicola Intini, oggi consigliere della Federazione Italiana Triathlon (FITRI) e da anni punto di riferimento per lo sviluppo di questo sport sul territorio.
In questa intervista abbiamo approfondito diversi aspetti del suo lavoro, dagli inizi della sua carriera come dirigente sportivo, alla crescita del triathlon in Italia, passando per l’importanza del ruolo delle società pugliesi per la diffusione di una disciplina sempre più praticata, soprattutto tra giovani e amatori.
Cosa ti ha portato ad avvicinarti al triathlon e quando è iniziata questa passione?
“Il mio percorso nasce dall’atletica leggera, che pratico e vivo da dirigente dal 2008 con la Montedoro. Il triathlon è arrivato qualche anno dopo, quasi in modo naturale: cercavo uno sport che unisse più discipline e, grazie agli amici che già lo praticavano nella vicina Gioia del Colle, ho preparato le mie prime gare su diverse distanze e specialità. La vera scintilla è scoccata nel 2014, quando abbiamo fondato a Noci la Otrè Triathlon Team. Da lì il triathlon è diventato una parte centrale della mia vita: come tecnico, come dirigente, come organizzatore di eventi e come promotore del movimento sul territorio. È una passione che si è trasformata in impegno quotidiano”.
Oggi ricopri il ruolo di consigliere all'interno della Federazione: di cosa ti occupi nello specifico e quali sono le principali responsabilità del tuo incarico?
“Dall'agosto 2024 sono Consigliere Nazionale della Federazione Italiana Triathlon, con due deleghe molto operative: Presidente della Commissione Age Group e Multisport, Vicepresidente della Commissione Gare. Mi occupo quindi di tutto ciò che riguarda il mondo degli age group (atleti con più di 24 anni), dei multisport e della qualità organizzativa delle gare. Coordino regolamenti, calendari, rapporti con gli organizzatori, sviluppo dei circuiti e attività di promozione. Arrivo a questo ruolo dopo tre anni come Responsabile dello Sviluppo dell’Area Centro-Sud, dove ho lavorato sul territorio a stretto contatto con Comitati Regionali e le società. Oggi porto quell’esperienza “di campo” dentro il Consiglio Federale, con l’obiettivo di rendere il triathlon sempre più accessibile, diffuso e ben organizzato”.
Come sta oggi il triathlon in Italia? Rispetto all'inizio del tuo mandato hai notato una crescita o dei cambiamenti nel movimento?
“Il triathlon italiano è in una fase di grande consolidamento. Negli ultimi anni abbiamo visto un aumento del numero di tesserati, la crescita del settore giovanile, un miglioramento significativo della qualità organizzativa delle gare, una maggiore presenza di eventi internazionali in Italia. Rispetto al 2021, quando ho iniziato il mio incarico federale, noto una maturazione del movimento: più società strutturate, più tecnici formati, maggiori investimenti sui giovani (borse di studio, dual career, ecc), più attenzione alla sicurezza e alla qualità delle gare. E soprattutto una diffusione più omogenea sul territorio, grazie anche a progetti come il Trofeo Magna Grecia, che ho ideato e coordinato dal 2022”.
Come già accennato, sei stato molto attivo anche nel nostro territorio. In Puglia e a Noci quanto è diffuso questo sport? Sta crescendo l'interesse tra giovani e amatori?
“La Puglia oggi è un punto di riferimento per il triathlon del Centro-Sud. Lo dicono i numeri, ma soprattutto la qualità degli eventi (cito ad esempio la Europe Triathlon Para Cup di Bari, la World Triathlon Para Cup di Taranto, i Mediterranean Championships, i diversi Campionati Italiani, i circuiti giovanili e le gare per age group). A Noci, grazie al lavoro dell’Otrè Triathlon Team e dei suoi tecnici, il triathlon è diventato parte dell’identità sportiva del territorio. Abbiamo creato scuole giovanili, progetti con le scuole superiori, eventi per bambini e ragazzi, e un movimento amatoriale molto attivo. Sì, l’interesse sta crescendo: i giovani trovano uno sport completo e stimolante e gli adulti un ambiente accogliente e motivante”.
Quali saranno gli appuntamenti più importanti della stagione per il triathlon italiano e per il territorio pugliese?
“I momenti chiave per il movimento sono certamente i Campionati Italiani: si comincia la stagione con quelli, appena svolti in diverse regioni alpine, di winter triathlon (oltre alla corsa ed alla mountain bike, prevedono la frazione con gli sci), per continuare in queste settimane con quelli di duathlon (corsa/bici), per arrivare in estate al campionato di aquathlon (corsa/nuoto) e proseguire con i campionati di triathlon su diverse distanze. L'Italia, inoltre, è tra le migliori Nazioni nell'organizzazione di eventi internazionali: dopo il Campionato Mondiale di winter triathlon di Padola, a maggio la Federazione organizzerà una tappa dei Campionati Mondiali di triathlon ad Alghero e, ad ottobre, il Campionato Mondiale di triathlon a staffetta nel pieno centro di Roma. La Puglia avrà un ruolo centrale anche negli eventi di rilievo con le gare di triathlon individuale ed a staffetta nei XX Giochi del Mediterraneo di agosto a Taranto e con il Campionato Italiano di Triathlon su distanza lunga a Varano. Sono manifestazioni che non solo fanno crescere il movimento, ma promuovono il territorio e generano un indotto importante”.
Guardando ai prossimi anni, quali sono gli obiettivi della Federazione e cosa ti auguri per lo sviluppo di questo sport?
“Gli obiettivi principali sui quali lavoriamo ogni giorno riguardano la crescita del movimento, con più società ed atleti, più tecnici e più gare di qualità; lo sviluppo del settore giovanile, grazie anche all'apertura del tesseramento ai bambini di 4 e 5 anni, oltre che alla maggiore attenzione ai ragazzi universitari con programmi e circuiti a loro dedicati; l'inclusione e l'accessibilità, con un’attenzione particolare al paratriathlon ed al multisport (si pensi alle nuove attività come lo swimrun e l'hyathlon). Il mio augurio è che il triathlon diventi sempre più uno sport “per tutti”: dai bambini agli age group, dagli agonisti agli atleti con disabilità. E che il Sud continui a crescere, riducendo il divario storico con le regioni del Nord”.
Se dovessi dare un consiglio ad un bambino che vorrebbe iniziare oggi con il triathlon, quale sarebbe?
“Gli direi di viverlo come un gioco. Il triathlon è bellissimo perché ti fa scoprire tre sport diversi, ti insegna la disciplina, ma anche la fantasia e la concentrazione; ti fa crescere senza fretta. Ai genitori direi: lasciate che i vostri figli si innamorino dello sport, qualsiasi sport; è una componente che non può mancare nello sviluppo di ogni persona”.
Grazie Nicola
"Grazie a voi!"

















