NOCI - Grandi successi per l’atleta nocese Vincenzo Laera, che nell’ultima stagione è riuscito a conquistare due scudetti a livello giovanile sulla panchina del Camerano.
Il classe ‘98 è diventato una colonna portante della società marchigiana, non solo in campo, dove nell’ultimo anno ha disputato la Serie A Gold, ma anche in panchina dove è riuscito a conquistare 3 scudetti nelle ultime due stagioni. La stagione 2024-2025 ha visto Laera conquistare il tricolore sia con la formazione Under 18, che con l’Under 14, senza mai perdere una partita. Per la stagione che sta per iniziare è arrivata la promozione sulla panchina della prima squadra che disputerà il campionato di Serie A Silver in cui il nostro compaesano ricoprirà il ruolo di allenatore-giocatore.All’indomani di questi fantastici successi e in vista del prossimo campionato abbiamo intervistato Vincenzo Laera per parlare della sua esperienza marchigiana.
Come ti trovi a Camerano e come sta andando la tua esperienza nelle Marche?
“A Camerano mi trovo benissimo: è un’isola felice. Anche se è un paesino piccolo, qui tutti pensano alla pallamano. Per strada vedi i bambini che giocano da soli, senza allenatori o qualcuno che li guidi, ed è la dimostrazione che c’è una vera cultura di questo sport. È un posto dove si può lavorare bene e dove i ragazzi crescono nel modo giusto”.
Oltre il campo ti stai dedicando alla panchina, quali sono le cose che ti piacciono dello stare in panchina?
“Quello che mi piace dell’allenare è la differenza rispetto a quando ero solo giocatore. Da atleta devi fare, da allenatore devi riuscire a far fare. È una sfida diversa, che mi appassiona molto. Io credo tanto nel processo: non guardo solo il traguardo finale, ma la strada, i gradi di difficoltà, i passaggi che servono per arrivarci. È questo che mi piace davvero dell’allenare”.
Cosa farai nella prossima stagione?
“Nella prossima stagione mi pongo nuovi obiettivi, ancora più difficili. Sarò allenatore e allo stesso tempo giocatore della prima squadra. Abbiamo un roster di 25 giocatori, e solo 6-7 sono sotto il 2006: è una squadra molto giovane, e proveremo a fare il meglio possibile. A me piace lavorare con i giovani e la società è felice di questa scelta”.
Speri in un ritorno a Noci?
“Per quanto riguarda un ritorno a Noci, per me conta tanto l’ambiente: mi piace lavorare dove c’è entusiasmo e positività, dove si creano buone condizioni di lavoro. Noci è casa, i ricordi sono tanti, ma non deve essere solo legata al passato: deve esserci una progettualità vera. Non escludo che un giorno ci possa essere un ritorno”.























