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Quotidiano on-line della città di Noci (Bari)

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NOCI (Bari) – Prosegue senza sosta nell’Ambito territoriale di Putignano, e quindi anche a Noci, il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (S.P.R.A.R.) per la realizzazione di interventi di accoglienza integrata in favore di richiedenti e titolari di protezione internazionale, nonché titolari di protezione umanitaria a valere sul Fondo Nazionale per le Politiche e i Servizi dell'Asilo per il triennio 2017/2019. E prosegue grazie all’associazione Nero e Non Solo! Che insieme all’associazione Micaela onlus ha risposto alla manifestazione di interesse per progettazione finalizzata alla prosecuzione dei servizi attivi del progetto “La Nuova Dimora”.


03 24neroenosolologoL’Associazione Nero e non solo!, ente gestore dal 1° gennaio 2017, ha preso in carico il progetto SPRAR “La nuova dimora” dopo un triennio affidato all’associazione Arci di Bari, con la quale lo sportello ha iniziato il proprio cammino. A distanza di tre mesi dall’inizio del percorso, con l’obiettivo di capire come questa nuova associazione lavorerà sul territorio, abbiamo rivolto qualche domanda a Livia Cantore,  coordinatrice del progetto.


Innanzitutto, quanti richiedenti asilo e rifugiati vivono attualmente nell’ambito territoriale di Putignano?I

Il progetto SPRAR “La nuova dimora” è rivolto all’accoglienza di 40 beneficiari tra nuclei familiari, uomini singoli e donne singole accolti in appartamenti ubicati nei centri cittadini di Putignano e Noci. Complessivamente il progetto consta di sette strutture di accoglienza: quattro a Putignano e tre a Noci. Ad oggi sono in accoglienza 21 beneficiari provenienti da Nigeria, Bangladesh, Gambia, Somalia, Costa d’Avorio, Eritrea e Senegal, precisamente ci sono 18 beneficiari a Putignano e 3 a Noci.


Quali modelli d'integrazione crede si stiano raggiungendo in generale in Italia? Questo modello, a livello nazionale e locale, lo reputa un modello vincente?
Possiamo affermare che in Italia i modelli di integrazione sono variegati in quanto differenti sono i livelli di accoglienza rivolti ai richiedenti asilo e rifugiati. Oggi sui territori ritroviamo differenti “luoghi di accoglienza” : abbiamo ad esempio la presenza dei CARA (Centro Accoglienza Richiedenti Asilo), dei CAS (Centro Accoglienza Straordinaria) e degli SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), quello che scaturisce è la varietà e disomogeneità del sistema di accoglienza, ed è proprio per questo motivo che probabilmente è opportuno parlare di “sistemi di accoglienza”. Certamente in Italia vi è l’esigenza di tendere ad un modello unico di accoglienza in quanto la disomogeneità dei sistemi di accoglienza è spesso causa di differenze nella tutela dei diritti delle persone. Si ritiene che nello scenario nazionale lo SPRAR rappresenti oggi la migliore forma di accoglienza che si realizza in Italia. All’interno dei progetti territoriali SPRAR la pratica quotidiana che viene attuata è quella “dell’accoglienza integrata”, parliamo di accoglienza di secondo livello che ha quale obiettivo principale la riconquista dell’autonomia da parte dei rifugiati, intesa come un percorso di emancipazione dal bisogno di ricevere assistenza. Lo SPRAR rappresenta un buon esempio sia in termini di “accoglienza” sia in termini di modelli di integrazione che genera sui territori.


Quali servizi intende erogare Nero e Non solo? In che modo? Quali obiettivi? Quali progetti?

In qualità di ente gestore l’Associazione Nero e non solo! eroga nei confronti dei beneficiari accolti tutti i servizi disciplinati dalle linee guida ministeriali, nello specifico: mediazione linguistica e interculturale; accoglienza materiale; orientamento e accesso ai servizi del territorio; formazione e riqualificazione professionale; orientamento e accompagnamento all’inserimento lavorativo; orientamento e accompagnamento all’inserimento abitativo; orientamento e accompagnamento all’inserimento sociale; orientamento e accompagnamento legale; tutela psico-socio-sanitaria. Sin dalla fase di progettazione ci siamo posti l’obiettivo di offrire ai beneficiari del progetto, oltre ai suddetti servizi, una serie di attività aggiuntive che possano rappresentare una risorsa non solo per loro ma per il territorio. Il progetto, pertanto, ha puntato sulla costruzione di una rete territoriale ampia e qualificata composta da associazioni, cooperative, aziende, gruppi informali con cui si stanno sviluppando progetti, iniziative, programmi e strategie strutturali per favorire i percorsi di accoglienza e di inclusione dei beneficiari, rendendo la comunità il più possibile partecipe dei percorsi. L’8 febbraio si è tenuto il primo incontro per la programmazione condivisa degli interventi di inclusione sociale del progetto a cui hanno partecipato tutti i soggetti aderenti alla rete territoriale. E’ stato un incontro estremamente partecipato, erano presenti ben 22 realtà del territorio che hanno rinnovato la disponibilità a collaborare. Attualmente il progetto sta realizzando una serie di incontri con tutti i soggetti della rete territoriale al fine di condividere, ideare e concordare azioni.

Sulla base della vostra esperienza, quali ritiene siano i punti di forza del progetto Sprar?

Uno dei punti di forza del progetto “La nuova dimora” è sicuramente rappresentato oggi dalla specificità e pluriennale esperienza dell’Ente gestore e del partenariato che lo compone. Nero e non solo! è una associazione che dal 1993 si occupa delle tematiche dell’immigrazione ed in particolare dell’aspetto relativo all’accoglienza ed integrazione dei rifugiati. La presenza nell’ATS dell’Associazione Micaela, impegnata nel contrasto alla tratta degli esseri umani e nell’assistenza alle donne vittime di tratta, consente di rispondere ad eventuali situazioni di vulnerabilità di cui possono essere vittime i rifugiati ed in particolare le donne. Altro punto di forza del progetto è la collaborazione con il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Bari per l’individuazione di buone pratiche di lavoro e l’associazione Frantz Fanon di Torino per la supervisione psicologica dell’èquipe. Inoltre, il progetto può contare, come già detto, su una rete territoriale ampia e qualificata che permetterà una azione di coinvolgimento e di partecipazione del territorio al processo di inclusione dei rifugiati.

Ritiene che con questo progetto si sia arginata l'emergenza "accoglienza" o v'è ancora molto da lavorare?

E’ necessario sottolineare che i progetti territoriali SPRAR rientrano in un sistema di accoglienza diffuso in Italia promosso dal Ministero dell’Interno. Pertanto ogni progetto è un piccolo tassello di un sistema più ampio. Certamente sono stati fatti dei passi in avanti con la seconda accoglienza nel sistema SPRAR e questo lo dicono i numeri. Infatti in 10 anni si è passati da 1365 posti di accoglienza nello SPRAR a oltre 28 mila.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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