NOCI – Lo scorso 14 giugno, a partire dalle ore 18:30 preso il Chiostro delle Clarisse, l’Associazione Laici Missionari ha voluto incontrare pubblicamente la cittadinanza per festeggiare i suoi 25 anni di attività, parlando non soltanto di quanto è stato realizzato, ma soprattutto di quanto si intende ancora realizzare a sostegno di bambini, ragazzi e persone vulnerabili. Sono intervenuti il sindaco, Francesco Intini, la Presidente della ONG Kablan Epse Agbassi N’Doua Jeanne; la vicepresidente Tie Epse Kotoklo Gnon Kpibo Marcelle Clemence e Fabrizio Rossi, presidente dell’Associazione Laici Missionari.
Nel suo discorso Introduttivo, il primo cittadino, Francesco Intini, ha sottolineato l’importanza di crescere assieme, collaborando e non egoisticamente Occorre iniziare a collaborare con quelle popolazioni (come quelle Africane) che abbiamo sempre sfruttato e stiamo continuando a sfruttare. “Se si deve crescere, lo si deve fare assieme, altrimenti moriremo di egoismo”- ha sottolineato il sindaco.
Ci sono diverse popolazioni che vivono abbondantemente sotto la soglia di povertà, pur possedendo una ricchezza non solo intesa in termini di risorse materiali, ma anche umane e culturali. Se solo si insegnasse loro a utilizzarle nel modo corretto, tali risorse consentirebbero a questa gente di crescere sul proprio territorio, “in casa loro”. Questo significa promuovere uno sviluppo sostenibile ed egualitario. Tutto nasce nel 1995, con Suor Rosangela, che decide di aiutare le famiglie cristiane più svantaggiate. Originariamente, il progetto considerava esclusivamente l’operato di della chiesa e di religiosi. I bisogni e i bisognosi, però, crescevano sempre più esponenzialmente. Di conseguenza, non poteva più bastare il semplice aiuto dei religiosi: dovevano entrare in gioco anche i laici. Ad oggi, si può parlare nel vero senso della parola di una ONG con le stesse caratteristiche dei missionari. Sono attualmente attivi 15 intermediari per 500 bambini. Possono entrare a far parte bambini e ragazzi di tutte le età compresi i genitori. Tra gli obiettivi principali si annoverano l’alfabetizzazione e il ridare la gioia di vivere a tanti bambini in difficoltà. In Africa, le giovanissime mamme non godono degli stessi diritti di cui da noi una donna beneficia durante e dopo la maternità. Ci si deve quindi occupare anche di loro, prendendosi cura dei bambini mentre le madri si dedicano al lavoro. Ecco gli altri principali obiettivi contemplati e inseriti nel protocollo d’Intesa che la ONG e l’Associazione hanno siglato a fine serata: promuovere l’igiene attraverso la costruzione di bagni nei villaggi; promuovere l’alfabetizzazione e la costruzione di scuole; fornire sostegno morale, psicologico e materiale alle famiglie povere, alle vedove, agli orfani ai bambini, favorire l’accesso all’acqua. Quelli festeggiati, sono 25 anni di un impegno silenzioso ma proficuo che ha dato e sta continuando a dare ottimi frutti.






















