Intervista all'Abate Donato Ogliari dell'Abbazia benedettina di San Paolo fuori le Mura, Ogliari è stato Abate dell’Abbazia Madonna della Scala di Noci dal 2006 al 2014.
NOCI - Per noi nocesi di nascita e di adozione, la visita di giovedì 23 ottobre 2025, in Vaticano, del Sovrano del Regno Unito Carlo III, nonché governatore supremo della Chiesa d’Inghilterra Anglicana, con la sua consorte la Regina Camilla, è stata particolarmente coinvolgente. (Foto abbaziasanpaolo.org)
Consideriamo però solo i due momenti di preghiera ecumenica. In tarda mattinata la preghiera, dopo quasi 500 anni dallo scisma (1534), guidata dal Papa della Chiesa Cattolica Leone XIV e dall’Arcivescovo anglicano di York Stephen Cottrell alla presenza dei Reali inglesi nella Cappella Sistina, situata nel Palazzo Apostolico, gremita da personalità ecclesiastiche e civili; e l’altra preghiera nel primo pomeriggio nella Basilica Abbazia benedettina di San Paolo fuori le Mura guidata dal suo Abate Padre Donato Ogliari - di nostra conoscenza - e dal suo Arciprete il cardinale James Harvey. Nella Cappella Sistina dopo le preghiere iniziali, il coro della Cappella di St. George del Castello di Windsor e il coro dei bambini della Cappella reale di St. James Palace di Londra hanno cantato l’inno: ever One, la versione inglese scritta da San John Henry Newman (1801-1890), traducendo dal latino il testo “Nunc, Sancte, nobis Spiritus” di Sant’ Ambrogio di Milano (circa 340-397). San John Henry Newman, ex anglicano, convertitosi al cattolicesimo, verrà dichiarato da Papa Leone XIV Dottore della Chiesa il primo Novembre 2025. Poi sono seguiti due salmi: salmo 8 che esprime la meraviglia di fronte alla grandezza di Dio autore del creato e il salmo 65(64) che è un inno di lode e di ringraziamento a Dio per i suoi doni. Le strofe di questi salmi sono state cantate alternativamente in latino dal coro della Cappella musicale pontificia Sistina e dal coro della Cappella di St. George del Castello di Windsor. E poi è stato letto un passo tratto dalla lettera ai Romani di San Paolo (8, 22-27) incentrato sulla speranza della gloria futura. Poi un altro canto: l’inno “If ye love me” del compositore inglese Thomas Tallis(circa1505-1585) che riprende il versetto 15,16 e in parte il 17 del capitolo 14 del Vangelo di Giovanni. Ecco la traduzione in Italiano: “Se mi amate, seguite i miei comandamenti e io pregherò il Padre ed Egli vi darà un altro Consolatore; che Egli rimanga con voi per sempre insieme allo Spirito della verità”, che è stato cantato in inglese dai due cori inglesi. Infine le preghiere conclusive. Vogliamo ricordare che in altro momento al di fuori di questa funzione fra l’altro c’è stato uno scambio di onorificenze: il Re Carlo ha conferito al Papa l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’ordine di Bath e il Papa ha conferito al Re l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce con Collare dell’Ordine Vaticano di Papa Pio IX e ha conferito alla Regina l’onorificenza di Dama di Gran Croce dello stesso ordine. Spostandoci nella Basilica Abbazia di San Paolo fuori le Mura, occasione anche per i Reali inglesi di attraversare la Porta Santa, alle 14,30, quindi, il Re Carlo e la Regina Camilla sono stati accolti dall’Abate Ogliari e dall’Arciprete cardinale Harvey, i quali insieme all’arcivescovo di York Stephen Cottrell e alla Reverenda Rosie Frew, moderatrice dell’Assemblea Generale della Chiesa di Scozia, hanno pregato davanti alla Tomba dell’Apostolo San Paolo. È iniziata così la celebrazione Ecumenica, presieduta dall’Abate Ogliari, con l’Arciprete cardinale Harvey che ha tenuto un discorso. Inoltre il Re Carlo è diventato Confratello reale della Basilica e dell’Abbazia di San Paolo fuori le Mura. È stato l’abate Ogliari su sua idea e con l’approvazione di Papa Leone XIV a conferire al Re Carlo questo titolo pronunciando l’orazione in latino trascritta su una pergamena con la sua firma e quella del Cardinale Harvey. La pergamena, incorniciata, è stata regalata al Re Carlo. A Papa Leone XIV in cambio è stato conferito il titolo di Confratello papale della Cappella di San Giorgio del Castello di Windsor. Durante la liturgia il Re Carlo è stato seduto su una sedia a trono sulla cui spalliera è impresso lo stemma reale e la sottostante scritta in latino: UT UNUM SINT (“che tutti siano una cosa sola”: Gv 17,21)”, una sedia a trono speciale che rimarrà in perpetuo ricordo del Re Carlo, ormai facente parte della comunità monastica, nell’abside della chiesa abbaziale. Ad animare la funzione c’erano i due cori inglesi precedentemente nominati e il coro dell’Abbazia di San Paolo fuori le Mura, accompagnati all’organo dal Maestro Christian Almada. Al termine della celebrazione l’Abate Ogliari ha accompagnato i Reali a visitare in privato l’abbazia.
Il giorno dopo il 24 ottobre, entusiasti abbiamo contattato l’Abate Ogliari per esprimere la nostra vicinanza e le felicitazioni e fargli due domane a cui ha risposto gentilmente:
Quali le sue considerazioni riguardo al fatto che il Re Carlo III abbia accettato di diventare Confratello reale della Basilica, dell’Abbazia di San Paolo fuori le Mura?
Re Carlo III ha accettato di diventare “Confrater Regalis” poiché ha compreso l’importanza di riallacciare i legami che la monarchia inglese aveva intrattenuto in passato con l’Abbazia e la Basilica di San Paolo fuori le Mura, e che si erano interrotti con lo scisma del XVI secolo. Naturalmente, il conferimento di questo titolo va compreso alla luce del cammino ecumenico e spirituale che la Chiesa Cattolica sta portando avanti con la Chiesa Anglicana, sulla scia del desiderio di Gesù che i cristiani siano uniti nella stessa fede e sotto lo stesso Vangelo.
L’accoglienza di questo titolo - che fa di Carlo III una sorta di “monaco onorario” della Comunità monastica di San Paolo fuori le Mura – è stato suggellato dall’intensa partecipazione dell’assemblea liturgica composta da cattolici e anglicani, entrambi rappresentati da alte personalità. Insomma, l’evento che si è consumato ieri è un piccolo-grande seme gettato nel terreno dell’ecumenismo, e ci si auspica che anch’esso contribuisca a ritrovare l’unità voluta da Gesù.
Cosa conserverà nel cuore di questo incontro?
Conserverò la nobile semplicità della celebrazione liturgica che ci ha accomunati tutti nell’ascolto della Parola di Dio e nella preghiera. Al di fuori del momento prettamente liturgico conserverò l’amabilità con cui i reali si sono intrattenuti con noi e il clima sereno e informale che si è respirato, soprattutto durante la visita privata in monastero.
Ringraziando l’Abate Padre Donato per aver condiviso con noi il suo pensiero, riaffermiamo che la Comunità monastica dell'Abbazia Madonna della Scala, gli oblati secolari benedettini e gli abitanti di Noci (Bari) e dei paesi limitrofi, felici e orgogliosi di averla conosciuta di persona quando è stato prima monaco e poi Abate dell’Abbazia Madonna della Scala di Noci dal 2006 al 2014, carissimo Padre Abate Donato, e che hanno partecipato con emozione, tramite i mezzi di comunicazione, i giornali, a questo memorabile evento, in cui lei è stato tra i protagonisti, la ricordano sempre con grande stima e affetto.
Per vedere il video della preghiera ecumenica con Papa Leone XIV e Re Carlo e la Regina Camilla, cliccare su questo link https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2025/10/23/preghiera-cura-creato.html
Per maggiori informazioni su questo storico evento avvenuto nell’ Abbazia di San Paolo Fuori le Mura, cliccare su questo link https://abbaziasanpaolo.org/la-storica-visita-di-re-carlo-e-della-regina-camilla-a-san-paolo-fuori-le-mura.























