NOCI (Bari) - A distanza di tre anni, a Noci si torna a parlare di Michele Montanari. Il 12 settembre 2009 infatti, per volere dell'Università della Terza Età di Noci, una strada nei pressi di Via Repubblica era stata intitolata a suo nome. Lo scorso sabato 3 novembre invece, sempre per volere della stessa associazione, è stato presentato un libro che parlava della sua professione alla presenza di una grande testimone, nonchè autrice del libro, Gianna Montanari Bevilacqua.
"Abbassa la tua radio per favore - Storia di Michele Montanari divo degli anni '40", questo il titolo del libro. Un libro che doveva necessariamente essere presentato qui a Noci non solo perchè città originaria del protagonista, ma anche perchè considerata punto di partenza di tutta l'opera. Un libro, che non poteva neanche essere presentato da altre persone se non dai nocesi Vito Liuzzi (ex direttore della Biblioteca Comunale ed attualmente segretario dell'Uten), e dallo scrittore Vittorino Curci il quale ha commentato e ragionato sulle musiche e la figura artistica del Montanari (entrambi in foto accanto a Gianna Montanari Bevilacqua).
VITA PRIVATA E PUBBLICA - L'obiettivo dell'autrice pare non sia stato ripercorrere l'esperienza artistica del padre, ma descrivere alcune caratteristche dell'epoca in cui visse: l'emigrazione dei maschi dal sud negli anni '30 e la costituzione di un concorso musicale barese per conto dell'EIAR in cui, pare, Michele Montanari abbia colto l'occasione dopo la vittoria per cominciare ad emergere e farsi conoscere.
CANZONI - In quanto artista, Michele praticava non solo la musica ma anche la pittura. "Fra queste ebbe però maggiore rilievo la musica a tal punto che - spiega ancor oggi Gianna Montanari - egli fu costretto ad operare una scelta molto difficile". La voce che tutti definivano difatti "vellutata" fu richiesta per interpretare canzoni belliciste come il caso di "Vincere".
Il linguaggio utilizzato da Gianna Mantanari all'interno del libro è di tipo giornalistico. Tuttavia, nonostante i suoi sforzi, in alcune parti l'oggettività si perde per cedere il posto a fatti ed eventi raccontati in maniera soggettiva da una figlia che vuol far rivivere la figura del padre. Sfumature comprensibili ed assolutamente apprezzabili se ci si trova dinanzi ad un lavoro che vuole far luce su alcuni pezzi di storia musicale ed artistica.






















