NOCI – Lo scorso 5 settembre, presso la sede dell’azienda, Dulciar ha presentato in conferenza stampa la stagione 2026/2027 de “La fabbrica di cioccolato”. Come noto, la storica azienda cioccolatiera nocese si è sempre impegnata a stare al passo con i tempi, puntando sull’innovazione e sull’originalità. Per questa nuova stagione, l’obiettivo è far percepire il cioccolato non soltanto come un prodotto di alta qualità, ma anche come qualcosa di dinamico e di “vivo”, capace di intessere relazioni e soprattutto, di raccontare storie. Non a caso, la punta di diamante della stagione sarà il progetto “Storie a forma di cioccolato”. Alla conferenza stampa sono intervenuti Gianfranco Laera, socio fondatore di Dulciar, Erika Dalena, direttrice marketing di Dulciar, Gianvito Turi, direttore artistico di Dulciar, e Patrizio Epifani, scrittore e curatore del progetto “Storie a forma di cioccolato”.
Non solo ampliamento degli spazi aziendali con una nuova area ludico-didattica che sicuramente farà impazzire di gioia i più piccoli; non solo diversi tipi di eventi, experiences e workshop, ma un modo veramente nuovo di raccontare e raccontarsi. Il progetto “Storie a forma di cioccolato” è stato ideato da Dulciar, curato dallo scrittore Patrizio Epifani e illustrato da Gianvito Turi. I 12 racconti, pur differenti tra di loro, avranno in comune un unico e amatissimo protagonista: il cioccolato, pronto ad assumere tutte le forme che la fantasia di un bambino o di un adulto è in grado di attribuirgli. Le fiabe saranno poi raccolte in un volume a cura di Nep Edizioni. Dulciar non vuole lasciare che l’esperienza si esaurisca all’interno di una pagina, pertanto, le storie saranno diffuse anche attraverso diversi tipi di supporti: cartolina, calendario, e perfino lo stesso incarto delle tavolette di cioccolato. È proprio quest’ultimo l’elemento più innovativo, perché è come se fosse il cioccolato in prima persona a raccontare e raccontarsi, unendo il piacere gustativo a quello della lettura che stimola ulteriormente la fantasia. Delle vere e proprie storie da scartare, insomma. Importanti anche le dichiarazioni rilasciate in conferenza stampa.
Gianfranco Laera, socio fondatore di Dulciar, ha dichiarato: “Dulciar ha aperto le porte della sua fabbrica per raccontare ciò che sta prendendo forma attorno al cioccolato. Abbiamo presentato “Storie a forma di cioccolato”, un nuovo progetto che unisce racconti, cioccolato, emozioni e persone, dando forma a un modo diverso di vivere e condividere il cioccolato. Altre importantissime novità per la crescita aziendale saranno anche la nuova area ludico-didattica (parte integrante del progetto di ampliamento dell’azienda), pensata per intensificare il bagaglio esperienziale che la nostra Fabbrica già offre ai più piccini, e le partnership con realtà del territorio che continuiamo a costruire con il mondo dello sport e della cultura. A coronare il tutto, un programma intenso di incontri, degustazioni, workshop ed esperienze pensate per rendere la nostra sede un luogo sempre più aperto, vivo e da vivere. Libri, vino, caffè, cioccolato, cultura e relazioni saranno solo alcuni degli ingredienti di ciò che stiamo costruendo. Perché noi, in Dulciar, produciamo anche cioccolato”.
Elena Dalena, la direttrice marketing di Dulciar, ha voluto ribadire: “La Stagione Dulciar 2026/2027 nasce dalla volontà di raccontare il nostro brand in modo nuovo, andando oltre il prodotto. Vogliamo che Dulciar sia riconosciuta non solo per il cioccolato che produce, ma anche per le esperienze, le storie e le relazioni che è capace di costruire intorno ad esso. Per questo abbiamo scelto di partire dalla Fabbrica: il luogo che più di ogni altro rappresenta la nostra identità e che vogliamo aprire sempre di più alle persone e al territorio. Questa nuova stagione sarà un percorso fatto di appuntamenti, progetti e collaborazioni diverse, ma legate da una stessa visione: trasformare il cioccolato in un'occasione di incontro, scoperta e condivisione”.
Profonde e piene di passione per il progetto di cui è curatore, quelle dello scrittore Patrizio Epifani: “La fantasia, come il cioccolato, appartiene ai bambini. A tutti i bambini, anche a quelli che non lo sono più da anni. Per scrivere queste storie sono dovuto tornare a quei momenti, quando da piccolo mangiare un pezzo di cioccolato mi faceva emozionare. A dire il vero, mi succede ancora oggi”.






















