Jerovante: "Un’Amministrazione matura ha il dovere di guardare ai bisogni del proprio territorio, ma anche di immaginarne il futuro"

Riceviamo e pubblichiamo una nota del gruppo Patto Democratico a margine dell’ultimo Consiglio Comunale

Jerovante, Curci

NOCI - La scorsa settimana abbiamo ripreso i lavori consigliari con la discussione e approvazione di uno tra gli atti più rilevanti dell’azione amministrativa, ossia il bilancio di previsione. Lo abbiamo fatto dopo l’accurata esposizione dell’assessora al ramo Antonella Recchia, attraverso le precisazioni del responsabile del Settore economico-finanziario Antonio Palma, ascoltando le sollecitazioni di una minoranza attenta e in questa circostanza particolarmente interessata al confronto.

(Foto di repertorio: i consiglieri del gruppo Patto Democratico, Giuseppe Curci e Marta Jerovante)

Vale subito la pena chiarire che il Governo Meloni, dichiarando di voler accelerare il rientro del nostro Paese dalla procedura di infrazione comunitaria, ha pensato bene di scaricare gran parte dell’onere e del sacrificio sul comparto pubblico, soprattutto sugli enti territoriali: così, con le manovre di bilancio 2024 e 2025, sono state reintrodotte misure di spending review a carico dei Comuni, che altro non sono se non tagli ed accantonamenti obbligatori a valere sui bilanci del sistema delle autonomie locali. Più specificamente, queste prescrizioni hanno prodotto una riduzione della spesa corrente dei nostri bilanci per il 2025 per oltre 1,6 milioni di euro e avranno effetti in misura crescente nei prossimi bilanci di previsione 2026-2028, fino ad arrivare a raggiungere il punto più alto nel 2029. E, per essere chiari, la contrazione della spesa corrente per un Comune altro non vuol dire che tagli sui servizi alla propria comunità.

In questo contesto tutt’altro che favorevole, noi possiamo certamente dire di “aver fatto i compiti a casa”, essendoci attenuti nella predisposizione dei documenti del sistema di bilancio ai rigorosi principi contabili, ed essendoci ispirati a prudenza, diligenza tecnica, coerenza interna, e ad un approccio di assoluta serietà.

Se è vero che un sistema di bilancio così redatto fornisce una rappresentazione corretta della complessa attività amministrativa e che in tal modo gli atti di gestione trovano basi finanziarie solide, non possiamo però dimenticare che, con la riforma dell’ordinamento finanziario ed economico delle Regioni, degli Enti locali e dei loro organismi, è diventata centrale la programmazione. Ossia, quel processo di analisi e valutazione che consente di organizzare attività e risorse nel rispetto delle compatibilità economico-finanziarie, ma che, soprattutto, si sostanzia in decisioni politiche che danno contenuto ai piani e ai programmi futuri.

Una programmazione può infatti dirsi corretta solo se si articola secondo precise categorie: la visione, che racconta, appunto, dello scenario futuro perseguito da un’Amministrazione; i valori, che riflettono la “cultura” di quell’Ente locale, cioè il sistema di valori che ne definiscono anche doveri e responsabilità; e, ancora, le finalità, gli obiettivi di gestione, i risultati attesi.

Non è superfluo ricordare che il documento in cui tutto questa si concretizza è, appunto, il DUP-Documento unico di programmazione, che abbiamo approvato nella medesima seduta, subito prima del bilancio di previsione, e che viene declinato in coerenza con le Linee programmatiche di mandato, presentate dal Sindaco nel settembre 2023, subito dopo il suo insediamento.

Poiché, però, come accennato, il bilancio di previsione risente delle manovre finanziarie nazionali e di un quadro in evoluzione, ai cittadini che seguono il Consiglio – in diretta o in differita – non sarà sfuggito come i contenuti finanziari del bilancio dell’Ente vengano in più occasioni aggiornati, adattati, rivisti, attraverso le cd. variazioni di bilancio.

Le variazioni sono uno tra gli strumenti più potenti (e delicati) per la gestione finanziaria degli enti locali: di competenza del Consiglio comunale, ma molto più frequentemente adottate dalla Giunta in via d'urgenza, salvo ratifica, a pena di decadenza, da parte dell'organo consiliare entro i sessanta giorni seguenti, le variazioni permettono di gestire risorse e spese in modo dinamico, in presenza, ad esempio di nuove entrate o finanziamenti, o di nuove esigenze di spesa, per manutenzione straordinaria, emergenze, progetti imprevisti. Tuttavia, fuori di queste ipotesi, un ricorso eccessivo alle variazioni di bilancio potrebbe essere il sintomo di una qualche criticità, di un errore di previsione che rende necessario riallocare risorse, se non, addirittura, di una rideterminazione degli obiettivi di gestione per effetto di una programmazione debole o non accuratissima.

In un’articolazione quasi “fisiologica” dell’agire amministrativo, si ricorre alle variazioni per irrobustire alcuni capitoli di spesa: questo però vorrebbe dire che di certi interventi non è stata immediatamente colta l’urgenza, l’indifferibilità o, più spesso, la centralità rispetto alla missione istituzionale e alla visione dell’Ente.

Centrale sicuramente, per il mio gruppo consigliare, resta ad esempio la questione abitativa, ed in particolare il sostegno ai canoni di locazione: nel 2023 io ed il mio collega Giuseppe Curci ci siamo fatti promotori di una mozione di contrarietà alla sospensione del fondo di sostegno all’affitto, che il Governo nazionale non ha più ripristinato. Da quella mozione, approvata all’unanimità dal Consiglio comunale, era derivata la pubblicazione di un bando comunale, con fondi attinti dall’avanzo libero di amministrazione, e che ha garantito a molti nuclei famigliari della nostra comunità un significativo ristoro dalle spese d’affitto. Siamo ben consci peraltro che anche i proprietari della propria abitazione siano in una situazione di disagio, a causa dei mutui, dei costi di gestione e delle utenze da sostenere; che manchino in ogni caso politiche nazionali strutturali che affrontino, da un lato, l’emergenza abitativa (basti pensare alla perdurante assenza di un piano di edilizia pubblica, o alla mancata attuazione di un nuovo modello di abitare sociale) e, dall’altro, il dilagare del lavoro povero o che impone, ai più giovani ma non solo, forme totalmente inadeguate rispetto ad una sostenibilità abitativa. Tuttavia noi continuiamo a considerare prioritario il sostegno delle fasce della nostra comunità meno strutturate, o che si trovino in una situazione di temporanea fragilità socio-economica; anzi, a tal proposito, rilanciamo non solo la proposta di riassegnare allo scopo specifiche somme, ma anche di istituire un “tavolo” di discussione (in alcuni Comuni è stata creata una vera e propria Agenzia sociale per la Casa con affidamento di servizi tecnici e specialistici), che veda i principali rappresentanti del mondo della locazione, del Terzo Settore, degli enti caritativi, delle associazioni di categoria, nonché ovviamente referenti dell’Amministrazione, agire per il perseguimento di alcuni obiettivi: costruire un’anagrafe abitativa per le case sfitte pubbliche e private; sviluppare e implementare strumenti per accrescere l’offerta di alloggio in locazione temporanea e permanente a canoni calmierati; strutturare un’attività di costante aggiornamento e censimento della domanda-offerta abitativa in locazione sul territorio comunale; promuovere e implementare percorsi di accompagnamento dei nuclei familiari in condizioni di particolare vulnerabilità e iniziative a sostegno dell’occupabilità e dell’inclusione lavorativa per rendere sostenibile la ricerca di una stabilità abitativa. Se nulla può un’Amministrazione comunale contro la spirale inflattiva o contro la debolezza strutturale del mercato del lavoro, tuttavia può introdurre misure di equità, ponendosi la prospettiva di conseguire un benessere il più ampio possibile, secondo una logica di gestione orientata sempre al futuro, in grado di interpretare le difficoltà, di cogliere le sfide, di anticipare i cambiamenti. E, certamente, la nostra Amministrazione un’attenzione in tal senso se l’è posta, dal momento che nella sottocategoria “Casa, centro storico e decoro urbano” della direttrice «Ambiente e Paesaggio», le Linee programmatiche di governo recano, per l’appunto, la programmazione coordinata degli interventi in materia di edilizia abitativa pubblica, agevolata e di social housing.

Sempre in termini prospettici abbiamo d’altro canto ripreso, come gruppo consigliare, la questione dell’istituzione della Fondazione "Bacco nelle gnostre”, non a caso collocata nelle medesime Linee programmatiche del Sindaco sotto la direttrice dedicata a «Economia e mondo del lavoro»: come PD continuiamo infatti non solo ad essere convinti del valore fortemente strategico dell’intervento, ma anche a ritenere che la costituzione e la partecipazione dell’Amministrazione ad una Fondazione così creata renderebbero finalmente evidente lo scopo di “utilità sociale”, dando risalto al nesso tra l’impegno della nostra Amministrazione, che ogni anno rende disponibili per l’evento risorse crescenti, e il perseguimento di finalità istituzionali. La destinazione di somme pubbliche, particolarmente importanti se commisurate alla complessiva dotazione dell’azione amministrativa in materia culturale, di promozione del territorio e di sviluppo economico, impone infatti una costante valutazione dello scopo e dell’impatto sulla collettività, dell’interesse sociale, in definitiva. Per quanto riguarda Bacco, detta circostanza non pare potersi mettere in discussione; tuttavia, quanto più le scelte sono coerenti con i principi cui è improntata l’azione amministrativa, tanto più l’Amministrazione ha l’esigenza di disporre di strumenti anche giuridici, che le consentano di incidere sulla governance complessiva dell'attività, sempre nell’ottica – ribadiamo – di preservare quella “finalità pubblica” che pare ormai essere connaturata a “Bacco nelle gnostre”, divenuto, nella narrazione, nell’attenzione e nel coinvolgimento, patrimonio della nostra comunità. Proprio per questa ragione, riteniamo anche che su un evento di tale portata non solo non debbano più sollevarsi ombre, come è accaduto in occasione dell’ultima edizione, ma soprattutto che l’Amministrazione comunale debba essere nella condizione di esercitare, in modo diretto, controlli efficaci e rigorosi.

Un’Amministrazione solida, come aspira ad essere sempre quella attuale, ha il dovere del presidio, del monitoraggio, della rivalutazione, laddove necessario, dei propri obiettivi strategici; ma occorre altresì mantenere sistematicità, un orizzonte temporale lungo. E responsabilità politica.

 

Marta Jerovante

Capogruppo Patto Democratico

Consigliera con delega alla Cultura

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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