Angela D'Onghia, le ragioni della sua ''salita'' in politica

01-25-angela-donghia-1NOCI (Bari) - La capolista al Senato per la lista "Con Monti per l'Italia", l'imprenditrice nocese Angela D'Onghia, si è presentata al pubblico cittadino accorso in gran numero presso la sala Cappuccini in via T. Siciliani mercoledì sera. Un incontro per presentare la sua candidatura, voluta direttamente da Mario Monti, e  per conoscere le ragioni del suo impegno politico. 

Che sia una imprenditrice di valore, prestata alla politica, è naturalmente fuori discussione. Ne è testimone il suo percorso professionale ed aziendale culminato nel 2008 con il riconoscimento del Cavalierato del Lavoro assegnato per la prima volta in Puglia ad una donna, il suo ruolo attivo in Confindustria sezione moda Bari-Bat (da cui si è dimessa appena martedì scorso dopo l'ufficializzazione della candidatura), il suo essere convocata nell'aprile 2012 dall'ambasciatore USA in Italia David Thorne per parlare di donne e lavoro in Puglia. Un curriculum aziendale di tutto rispetto che porta in dote in questa nuova esperienza a carattere politico.

01-25-angela-donghia-2E' lei stessa a presentarsi al pubblico come candidata chiamata a "salire" in politica direttamente da Monti, nonostante in passato in tanti l'avessero invitata ad un impegno in prima persona. Sempre rifiutato per scelta. Fino a dieci giorni fa quando la telefonata del premier Monti alla "Anghela pugliese" (come fu chiamata dal presidente del consiglio alla cerimonia di apertura della Fiera del Levante 2012 ndr)  l'ha catapultata nella corsa per palazzo Madama in soli 20 minuti di tempo. Lei che ha sempre rifiutato candidature a sindaco o candidature regionali ha deciso di salire in politica con Monti per far ripartire l'Italia. Un'Italia in cui, secondo la sua analisi, la crisi è cominciata nel 1992 ed è stata avvertita maggiormente dal 2002, anno in cui saltarono le barriere del WTO, fino a divampare nel 2008. Ma l'idea dell'imprenditrice tenace è quella di non rimpiangere i dazi doganali, ma di competere, da italiani, da europei, con le altre realtà economiche mondiali. Ed ecco che l'imprenditrice lega la sua "salita" in campo politico alla necessità di fare qualcosa per dare prospettive e sviluppo al paese Italia. Un paese Italia in cui la vera risorsa, il manifatturiero, non è mai diventato vecchio, decrepito, finito: "Negli ultimi 20 anni in Italia - dice D'Onghia - hanno detto che il manifatturiero era vecchio, decrepito, finito, che l'Italia sarebbe dovuta vivere di servizi e di altro. Ma il nostro manifatturiero è la nostra azienda di mozzarella, di meccanica, di abbigliamento, il manifatturiero è il mobile imbottito, l'agroalimentare, sono le imprese. Ma se noi le imprese le portiamo da un'altra parte, se le imprese sono vecchie, i servizi chi li deve utilizzare? Noi abbiamo dimenticato che per avere un circuito virtuoso bisogna crearlo".  E questa è sembrata essere la mission della sua futura azione politica incentrata sulla rivalutazione del Made in Italy nel suo senso più generale di famiglia, comunità, territorio. La sua parola d'ordine è rivalutare il lavoro "perchè il lavoro è metodo e la capacità di vedere lontano, di dare una visione nuova". Una capacità che intende trasfondere evidentemente in politica, senza subire cambiamenti "Io sono questa e voglio rimanere quella che sono come persona, come etica" ed anche "voglio lavorare con il territorio e per il territorio". 

01-25-angela-donghia-3La sua ricetta per la valorizzazione del lavoro femminile è l'ultilizzo dei fondi FAS o altri per la detassazione anche parziale dei dipendenti fino ad un certo reddito, ritenuta un volano per il paese perchè permetterebbe alle aziende di abbassare i costi di produzione, di evitare le delocalizzazioni e di scongiurarne la chiusura. Naturalmente il tutto limitato ad un intervento di detassazione temporalmente limitato. Ma l'altro aspetto connesso alla valorizzazione delle donne e dei giovani, verso i quali si dovrebbe lavorare facendo riscoprire il valore dei mestieri, secondo D'Onghia, è un piano di internazionalizzazione dell'intero territorio nazionale, ripristinando l'ICE, l'Istituto del Commercio Estero, abolito dal Governo Berlusconi. Ed a proposito di Berlusconi e del PDL che ha deciso di schierare in Puglia ed in particolare qui a Noci due candidati al Senato, l'on. Donato Bruno ed il sindaco uscente Piero Liuzzi, Angela D'Onghia risponde a NOCI24.it: "Non lo so. Non so nemmeno come devo prenderla. Veramente mi veniva da ridere. Penso di non avere questa grande potenza. Io non sono un grande politico. Forse non parlerò mai come un politico. Stamattina un giornalista mi diceva «ma lei non parla come un politico che gira intorno alle cose e non arriva mai, non dice mai qual è la ricetta». Io la so qual è la ricetta. Dal 26 in poi andrò a lavorare per farlo". E poi " E' una scelta loro, non sono queste le cose che mi interessano. A me interessa quello che io voglio andare a fare e quello che secondo me deve essere l'obiettivo. Penso che la vecchia politica, la strategia del tipo ne mettiamo due così leviamo mille voti, così lei non va, così non fa bella figura, non è la mia strategia. La mia strategia è di lavorare e andare a trovare il lavoro che serve al nostro paese". In platea ad assistere alla presentazione vi era anche il vice sindaco, ass. Stanislao Morea, probabile candidato sindaco di centro destra, e il consigliere Stefano Angelini, candidato alla Camera nelle liste UDC.

 

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Angela D'Onghia si presenta a Noci

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