NOCI - Grande successo per Ignazio Degiorgio che lo scorso 7 giugno si è laureato Campione d’Italia con la Pallamano Conversano.
(in foto: Ignazio Degiorgio, primo da sinistra)
Il centrale nocese, che veste la maglia biancoverde da sette anni, ha conquistato, così, il suo 3 Scudetto che si aggiunge ad una ricca bacheca che comprende anche 3 Supercoppe Italiane e 1 Coppa Italia.
Il tricolore è arrivato dopo la vittoria nella finale play-off della Serie A Gold contro l’Alperia Black Devils Merano. La formazione conversanese era riuscita a vincere Gara 1, in trasferta, con il punteggio di 33 a 28. Successivamente, al ritorno, ha completato l’opera con il 34-31 che ha sancito la vittoria dell’ottavo campionato della sua storia.
All’indomani di questo ennesimo trionfo abbiamo intervistato Ignazio Degiorgio per farci raccontare le sue emozioni.
“La stagione 2024-2025 è finita nel migliore dei modi - ha esordito parlando dell’anno appena concluso - Ma non è stato per niente un campionato facile. Abbiamo dovuto affrontare tante delusioni e abbiamo sentito il sapore della sconfitta. Perdere in finale di Coppa Italia contro il Cassano Magnago è stato molto doloroso ma siamo riusciti a trarre beneficio dalla sconfitta. In molti ci davano per morti ad aprile ma noi non ci siamo mai arresi e abbiamo continuato a lottare per il raggiungimento del nostro obiettivo”. Pensando ai momenti decisivi della stagione del Conversano: “L'ultima trasferta di campionato a Bressanone non avrebbe detto niente a livello di classifica ma noi abbiamo voluto affrontarla da professionisti, onorando la partita. Siamo riusciti a vincerla negli istanti finali ottenendo una vittoria che con una big in campionato e in trasferta mancava da un bel pò di tempo. Ci ha dato coraggio. Poi ai play off siamo riusciti ad ottenere le nostre due migliori prestazioni annuali in gara 1 sia a Cassano Magnago che a Merano”. La partita con Merano è stata molto dura ma i ragazzi conversanesi si sono fatti trovare pronti per questo importante appuntamento: “È stata una settimana particolare, ci siamo chiusi in una bolla con la squadra per provare a isolarci dalle distrazioni. Non vedevo l'ora che arrivassero le 19 del sabato e che l'arbitro fischiasse l'inizio della partita. La cornice di pubblico era fantastica e questo ci ha caricato, non potevamo deludere i nostri tifosi”.
Soffermandosi sul suo settimo trofeo: “Vincere significa che il lavoro di una società viene ripagato a pieno, tutti i sacrifici fatti da ogni giocatore acquistano un senso diverso. È il terzo scudetto in 5 anni per me e per il Conversano e vincere un campionato contro altre 14 squadre non è mai scontato. Vorrei spendere anche due parole per il Merano che ha disputato un ottimo campionato e sicuramente la sconfitta in finale non rappresenta un fallimento”. Infine, pensando al futuro: “La memoria sportiva, nel bene o nel male è a breve termine. A luglio ripartiremo da zero, con nuovi stimoli e con la stessa fame con cui ogni anno proviamo a vincere qualcosa. Ora abbiamo bisogno di staccare un pò la spina e goderci questa vittoria”.























