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03 08 SpilloverNOCI - Proseguono gli appuntamenti con le dirette streaming di “Spillover”, la rassegna letteraria organizzata dalle associazioni “Vivere D’Arte eventi” e “Pugliè”. Ospite dello scorso 7 marzo è stata Cristina De Stefano, autrice di una inedita biografia su Maria Montessori, intitolata "Il bambino è il maestro".  Assieme a Gabriele Zanini e all’insegnante Dora Intini, la De Stefano ha gettato uno sguardo non tanto sul famoso “Metodo Montessori”, quanto sulle vicende della vita privata dell’educatrice, e su come esse abbiano influenzato poi le sue scelte pedagogiche. Insomma, Maria Montessori come non l’avete mai vista…anzi…letta!

Dell’educatrice Montessori oggi sappiamo (o crediamo di sapere) praticamente tutto. Ma quanto conosciamo invece la donna Maria? E quanto del suo privato ha influito, di fatto, nelle scelte attuate come educatrice e pedagogista? La biografia della De Stefano, frutto di un lungo, faticoso e accurato lavoro di ricerca, tenta di rispondere proprio a queste domande. Ne emerge la figura di una donna estremamente coraggiosa, emancipata e che sapeva guardare straordinariamente lontano per i suoi tempi, capace di intuire già degli aspetti pedagogici e psicologici su cui solo molto tempo dopo si sarebbe tornati a soffermarsi, comprendendone l’importanza. Insomma una “tipa tosta” che non aveva paura di nulla; che si è fatta spazio tra gli uomini, dedicandosi a degli studi che alle donne erano assolutamente preclusi; una che si è fatta spazio tra filosofi e sociologi e che non ha mai accettato un “questo non si può fare”. Una studentessa ribelle che fu perfino bocciata per tre volte mentre frequentava la scuola primaria, ma non certo per scarso profitto, solo per le ripetute assenze dovute a una mancanza di motivazione, e al rifiuto di frequentare un ambiente eccessivamente rigido e coercitivo che non sentiva suo. Già da bambina aveva intuito che qualcosa nei metodi d’insegnamento allora in vigore non andasse. Solo quando è scattata realmente la “molla motivazionale”, ecco che si è dedicata anima e corpo a quegli studi da cui aveva compreso dipendesse la propria emancipazione. Maria Montessori la visionaria, quella che guardava oltre le barriere che la società del tempo imponeva. Maria Montessori la “rivoluzionaria”, quella che non voleva limitarsi a riformare la scuola, ma intendeva proprio trasformarla radicalmente, distruggendo e ricostruendo tutto su nuove basi. Potrebbe apparire quasi impensabile, ma a questa forza e a questo coraggio, per i tempi davvero indomito, si accompagnava una forte spiritualità. La Montessori era assolutamente convinta di dover adempiere ad una missione assegnatale dall’alto, e che nulla avvenisse a caso. E’ stata capace di scorgere un vero e proprio miracolo in quel bambino a cui gli insegnanti del tempo si limitavano a dire “sta zitto e fermo”; “fa questo e non quest’altro”. Con lei il bambino è finalmente libero di imparare, con i suoi modi e con i suoi tempi. Senza coercizioni, senza voti, senza premi né punizioni. Immaginiamo che grande scandalo doveva essere per l’epoca. Tant’è che si sollevò la protesta a più voci di molti insegnanti, i quali asserivano di non poter assolutamente svolgere il proprio lavoro senza la facoltà di poter punire o premiare.

Per poter però scorgere nel bambino quella continua meraviglia, e per lasciarsi piacevolmente sorprendere in mille modi diversi, c’era un passaggio fondamentale che l’insegnante doveva compiere: “svuotare” la mente prima di entrare in classe. Varcare quella soglia senza idee precostituite e limitarsi a osservare e a imparare anch’egli.

Un lavoro non indifferente da compiere su di sé, ma assolutamente necessario. Per prima, la Montessori aveva intuito che può bastare una singola parola, un piccolo atteggiamento sbagliato per “rovinare” quel fiore in crescita che è il bambino, mandando quindi a monte tutto il lavoro di apprendimento fatto fino a quell’istante.
Un “focus” particolare lo merita la Maria Montessori madre. Anche in questo campo è stata di una modernità disarmante. Quando suo figlio Mario è arrivato, lei non si sentiva ancora pronta a svolgere il ruolo di madre. Eppure, per le donne dell’epoca era proprio questa la massima ambizione. Rintracciamo in lei la figura di una donna che si “riprende” (letteralmente) suo figlio solo quando ha realizzato un progetto molto più importante, per lei e per i bimbi delle generazioni future, compreso il suo piccolo Mario. Seppur ella abbia innegabilmente lanciato solidissime basi su cui gli insegnanti continuano ancora oggi a costruire, Maria Montessori era umana, e degli errori li ha certamente commessi. Quali sono, secondo la De Stefano le “mancanze” della Montessori?
Ritengo che un suo grande sbaglio sia stato dettato dall’eccessiva paura di una sorta di “contaminazione” con altri metodi. E’ stata così preclusa un’integrazione che avrebbe permesso al modello educativo della Montessori di evolversi ulteriormente. Del resto, non dimentichiamo che ella ha fatto espellere quelle insegnanti eccessivamente “creative”, ovvero coloro che attuavano qualche autonoma iniziativa, senza attenersi a quanto la Montessori prescriveva”- ha risposto l’autrice.
Un libro da leggere soprattutto per chi vuole andare davvero oltre le limitate e scarne nozioni su Maria Montessori incontrate durante il proprio percorso di studi, e per chi vuole riscoprire un modello di donna forte ed emancipata in cui trovare fonte di ispirazione.
Il prossimo appuntamento con Spillover, fissato per domenica 14 marzo, è imperdibile, perché vedrà protagonista Anna Pavignano, con il suo libro “Da domani mi alzo tardi”, in cui la sceneggiatrice racconta la sua travolgente storia d’amore con il grande Massimo Troisi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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