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Lippolis MarianoNOCI (Bari) -  "Quest’anno, abbiamo approvato un bilancio che finalmente tiene conto delle indicazioni di tutte le forze politiche di maggioranza (che poi rispondono in larga parte a dei bisogni avvertiti in città e che trovano rispondenza nelle linee programmatiche di governo)". Con queste parole il consigliere Mariano Lippolis (Sinistra) ha difeso in aula le scelte operate nel bilancio di previsione 2016 da poco approvato. In un comunicato diffuso alla stampa i punti centrali del suo discorso.


Il commento del consigliere Mariano Lippolis (Sinistra) sul bilancio di previsione 2016 

Qualche considerazione in merito all’approvazione del Bilancio di Previsione 2016 è d’obbligo. Un Bilancio che la forza politica che rappresento ha ritenuto di dover votare per la sua natura differente rispetto ai tre precedenti bilanci dell’Amministrazione Nisi. Un Bilancio varato dal commissario prefettizio nel 2013, frutto di un calcolo squisitamente ragionieristico che, per far quadrare i conti, operava tagli orizzontali (soprattutto sui servizi). Non senza difficoltà riuscimmo a riportare tutto nei limiti e garantire tutti i servizi. Nel 2014 siamo riusciti a dare, sulla base delle linee programmatiche che sanciscono l’accordo tra le due parti che compongono l’Amministrazione, un indirizzo politico, operando scelte importanti e fornendo risposte a dei bisogni della città: pensiamo al fondo sociale di € 50.000,00 di risorse comunali da affiancare a quanto già previsto in bilancio per le politiche sociali, misura rara nella nostra Regione. Quello del 2015, invece, è stato un bilancio tecnico e, fatta eccezione per la parte relativa alla fiscalità locale, nell’assise comunale in fase di approvazione vi fu una totale assenza di dibattito politico. Per questo motivo fui molto critico in fase di approvazione di quel bilancio, che tra prelievi forzosi del governo, rispetto del patto di stabilità interno, variazioni e decreti governativi dell’ultimo minuto, tecnicismi ed alchimie varie, ci faceva sentire quasi quasi interpreti o testimoni di una volontà altrui, i visconti dimezzati di una volontà politica inespressa, fortemente strozzata e ridimensionata.

Quest’anno, invece, abbiamo approvato un bilancio che finalmente tiene conto delle indicazioni di tutte le forze politiche di maggioranza (che poi rispondono in larga parte a dei bisogni avvertiti in città e che trovano rispondenza nelle linee programmatiche di governo). Nonostante i tagli e la necessità di recuperare risorse, anche quest’anno siamo riusciti a lasciare invariata la fiscalità locale. E già questo è un dato importante. Sono stati aperti nuovi capitoli e impiegate somme per porre in essere provvedimenti che il paese aspetta da anni. Il fondo sociale è stato riconfermato ma cambia volto, orientandosi verso altre fragilità sociali, con € 35.000,00, di cui 25 sono orientati a giovani che vogliono avviare un’attività lavorativa. Altro dato importante è che dal combinato di fondo sociale e regolamento per l’erogazione dei contributi in ambito sociale (che al momento è al vaglio della commissione servizi sociali) emerge il tentativo di abbandonare  gradualmente un approccio prettamente assistenzialista verso le fasce più deboli (quello dei contributi continuativi a pioggia per intenderci), per restituire centralità al lavoro (l’unico in grado di dare dignità), percorsi di reinserimento socio-lavorativo per disoccupati di lunga durata e di inclusione sociale dei soggetti in condizione di particolare fragilità sociale.

Compaiono, come accennavamo, nuove voci di bilancio, come quella da noi fortemente voluta di € 10.000,00 per avviare un incubatore d’impresa nel centro storico, misura che ci permetterebbe di recuperare locali sfitti, fornire una fonte di reddito ai proprietari di questi locali e dare un’opportunità di lavoro a quanti vorranno mettersi in gioco ed avviare un’attività lavorativa.

Poi è stato aperto il nuovo capitolo “Politiche giovanili”, che vede per ora una somma irrisoria, ma sufficiente, ad esempio, ad aprire su una piattaforma di crowdfunding, un canale comunale, da mettere a disposizione delle associazioni, che potrebbero in questo modo finanziare in modo alternativo le proprie attività culturali o di promozione sociale.

Ci sono gli stanziamenti per la riqualificazione della villa comunale, i € 150.000,00 per il contenitore culturale di San Domenico, € 50.000,00 sul capitolo cultura, le somme per i 16 alloggi previsti dai Pirp.

Ci sono € 41.000,00 per dar seguito a tutte le proposte di provvedimento in tema di randagismo. Provvedimenti che ci rendono oggi un paese virtuoso e, se non virtuoso, perlomeno civile e al passo con i tempi. Anche su questo tema stiamo determinando un’inversione di tendenza e ne potremo riparlare fra qualche anno, quando sarà visibile la loro efficacia e potremo vedere uno dei capitali di bilancio più cospicui sgonfiarsi gradualmente.

Siamo convinti che un bilancio, oltre ad essere politicamente l’atto cardine di un’amministrazione non possa essere una asettica enunciazione di numeri, ma deve avere un indirizzo politico – che in caso di accordo programmatico serve a capire a quante delle linee programmatiche si sta dando seguito –, deve contenere le scelte che si vogliono operare e il quadro nel quale queste si vanno ad inserire, la cornice entro la quale si va a determinare un cambiamento, un miglioramento.

Per molti anni il nostro Comune ha avuto sul suo territorio realtà imprenditoriali importanti, che nel bene o nel male, al di là dei giudizi di merito su contratti e condizioni di lavoro, hanno impiegato molti nostri concittadini. Molte famiglie si sono economicamente basate su un reddito da lavoro dipendente. Queste grandi aziende hanno anche contribuito, in un certo qual modo alla crescita anche culturale del paese, sostenendola economicamente e rendendo possibili manifestazioni in grado di creare un’importante indotto economico. Ad un certo punto, però,  la nostra comunità e la nostra economia hanno dovuto fare i conti con il crollo simultaneo delle grandi realtà imprenditoriali e con l’avvento della crisi economica, che ha eroso le certezze di tante persone. E, finito il tempo delle vacche grasse, anche il Comune ha iniziato a fare i conti con la ghigliottina dei tagli, dei vincoli e della scarsità di risorse, a fronte di spese più o meno invariate ma con un disagio sociale crescente. Quindi oggi, anche se in netto ritardo, emerge la necessità di riconvertire e fondare la nostra micro-economia su altro: sul turismo, che significa promozione del territorio, conservazione, salvaguardia e valorizzazione del nostro patrimonio materiale e immateriale. Pertanto, a nostro avviso, su questo si devono orientare le scelte politiche e il bilancio comunale. Di bellezza e di cultura si può vivere: esse portano posti di lavoro, ristrutturazioni, riqualificazioni. Questo è un orientamento politico che produce prospettive per il futuro. In questo bilancio troviamo timidi segnali che vanno in questa direzione ma che ci inducano a pensare che abbiamo finalmente imboccato questa strada. Segnali importanti sono 20000€ per il piano del territorio rurale, il progetto per la sistemazione della toponomastica nelle zone rurali e la riqualificazione dei tratturi storici o la creazione del brand Noci, il progetto per la ciclo via, lo stanziamento di 25000€ in bilancio per la redazione del PUMS e che mi auguro porti in  tempi brevi alla risoluzione di un problema ormai annoso e non più rinviabile, un’emergenza quale è quella della chiusura al traffico del nostro centro storico, che vede le gnostre adibite a parcheggi più che  a luoghi di interesse turistico.

E anche se tanto e meglio si può ancora fare, per tutti i motivi che abbiamo riportato, abbiamo votato favorevolmente il Bilancio di Previsione 2016.

Mariano Lippolis

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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