Santa Maria degli Angeli: 13 associazioni contestano il nuovo piano di riordino ospedaliero

putignano ospedalePUTIGNANO (Bari) - A dicembre 2016 la giunta regionale della Puglia ha approvato l’ennesimo piano di riordino della rete ospedaliera, che, così come specificato nella delibera n. 1933 del 30/11/2016, dovrebbe ottimizzare l’offerta assistenziale ospedaliera nella nostra regione, rispettando comunque quanto previsto dal DM 70/2015 e la legge di stabilità 2016. Ma, nei fatti, assistiamo ad un altro importante depotenziamento dell’Ospedale putignanese Santa Maria degli Angeli, che viene confermato in un’altra delibera pubblicata il 7/3 u.s. e nel regolamento regionale del 10/3/2017. Questo ci hanno tenuto molto a sottolinearlo le 13 associazioni di Putignano che a partire dallo scorso 12 aprile 2017 hanno deciso di mettersi insieme per chiarire ai cittadini la realtà dei fatti, valutandone tutti gli aspetti sia positivi che negativi.

04 14associazioniputignanoriordinoospedalieroCarte alla mano, e coordinati dal dott. Giuseppe Dalena, in sede di conferenza stampa le 13 associazioni (Associazione Iocisono, Associazione La Goccia, UPTE, Agenzia giornalistica Corsivo 2.0, Associazione Fratres, Associazione Avis, AMO Puglia, AIDO, Cittadinanza Attiva, Lions Club Putignano, FIMMG, Medicine di gruppo di Putignano, Pro Loco di Putignano) hanno subito chiarito cosa accadrà nei prossimi mesi al Santa Maria degli Angeli: quel che è certo è che, a fronte dell’acquisizione di una Lungodegenza e della Psichiatria, Putignano perderà l’Ostetricia-Ginecologia e sarà ulteriormente ridotto il numero di posti letto in Cardiologia e Pneumologia.

“Quello che, a nostro parere, va contestato”, hanno dichiarato all’unisono, “è il metodo. Nulla da eccepire sulla necessità di razionalizzare la spesa sanitaria, ma non è possibile che nella città metropolitana di Bari vengano concentrati tutti gli ospedali di I e II livell, lasciando sguarnita la periferia. Il problema è importante, perché solo nella suddetta tipologia di ospedali, ben definita dal DM 70, possono essere trattate le emergenze-urgenze, tipo quelle cardiologiche. Per questo tipo di patologie è fondamentale la tempestività di trattamento che la distanza non favorisce. Inoltre il depotenziamento della Cardiologia, che, secondo la delibera, entro il 31/12/2018 dovrebbe perdere definitivamente i posti letto, rende meno operative sia la Chirurgia che l’Ortopedia, che non potranno effettuare interventi chirurgici su pazienti fragili, non potendo garantire la necessaria sicurezza, visto che manca anche la Rianimazione”.

Non ci stanno dunque le associazioni di Putignano a constatare che, di fatto, i pazienti provenienti da tutta la periferia dovrebbero afferire ai centri baresi, che, attualmente, sono intasati e non riescono a soddisfare le esigenze provenienti dalla città barese ed i comuni circostanti, nonostante la funzione di filtro che gli ospedali di Putignano e Monopoli compiono. “Inoltre” aggiungono tramite il portavoce dell’associazione IOCISONO Giuseppe Dalena, l’ultima delibera prevede anche la chiusura dell’Emodinamica dell’Ospedale Di Venere di Carbonara. Dove verranno curati i nostri concittadini? Quale rischio per la vita dei pazienti con infarto miocardico queste decisioni regionali comportano? Per non parlare dell’Ostetricia-Ginecologia. Da decenni il nostro reparto ha assistito le partorienti di tutto il territorio. Gli specialisti Ginecologi con i Rianimatori garantiscono a tutte le donne il parto indolore in qualsiasi ora del giorno e della notte, spesso con sacrifici immensi, visto lo scarso contributo delle amministrazioni a favorire questi comportamenti virtuosi. Per premiarli vengono trasferiti a Monopoli, in una struttura inadeguata a sostenere un tale carico di lavoro e, permettetecelo di sottolinearlo, in un paese senza una tradizione ospedaliera pari a quella di Putignano”.

E la discussione è subito ricaduta sul progetto del nuovo ospedale situato fra Monopoli e Fasano. “Se viene stabilito un bacino di utenza di forma circolare, la logica vorrebbe che l’Ospedale di I livello, quindi in grado di gestire tutte le acuzie, anche quelle urgenti, sia posto al centro di tale bacino affinché sia raggiungibile in tempi brevi da tutti gli utenti. Ubicarlo sul mare è quanto di più illogico possa esserci. La giustificazione addotta è stata quella del flusso turistico sulla costa nel periodo estivo. Allora ci chiediamo, come mai il numero degli accessi al Pronto Soccorso di Putignano nel 2016 sono stati significativamente maggiori rispetto a quelli di Monopoli? Forse anche nell’entroterra c’è turismo, considerata la presenza di città come Alberobello e Castellana Grotte, nonché del Carnevale di Putignano, che attirano tutto l’anno turisti sia italiani che stranieri. Ovviamente le logiche seguite sono altre. Sono logiche che superano difficoltà importanti tipo il livello di rischio idrogeologico della lama in cui dovrebbe essere edificato il nuovo ospedale, l’impatto ambientale (spiantare un uliveto centenario) ed infine la possibilità concreta che i lavori vengano interrotti al momento dello scavo, visto che quella è zona archeologica. Quindi questo ospedale difficilmente riuscirà a vedere la luce, confermando lo stato di abbandono sanitario del nostro territorio”.

La discussione si è infine spostata su altri problemi di carattere sanitario come la decisione della regione Puglia, in ottemperanza alle disposizioni nazionali, di approntare una serie di provvedimenti per indurre i medici di medicina generale a prescrivere farmaci a minor costo. “Perché un farmaco, per esempio, per l’ipercolesterolemia, costa più di un altro? Perché è ancora protetto dal brevetto e, quindi, essendo prodotto solo da poche aziende, queste stabiliscono il prezzo senza concorrenza. Naturalmente il prezzo è alto se questo farmaco ha mostrato di essere più efficace e/o più sicuro. Lo stato italiano e, quindi, le regioni, hanno imposto l’uso di farmaci meno efficaci e con maggiori effetti collaterali, solo ed esclusivamente per ragioni di bilancio. Ovviamente, chi ha un reddito maggiore potrà comprarlo e potrà essere curato meglio di chi purtroppo è più sfortunato. Questo, da un punto di vista sociale, è impensabile per un paese civile. Le istituzioni regionali hanno motivato, affermando che la spesa farmaceutica in Puglia è superiore alla media nazionale. Le vere motivazioni, invece, sono legate anche alle diverse condizioni economiche e sociali della nostra popolazione. Inoltre la riduzione dei tempi di ospedalizzazione comporta il consumo sul territorio di farmaci costosi”.

I Medici di Medicina Generale di Putignano, hanno aggiunto, denunciano gravi carenze nella organizzazione e nell’impiego di fondi per gli ambulatori specialistici sia territoriali che ospedalieri. Se tali ambulatori fossero potenziati, potrebbero efficacemente garantire un’assistenza alternativa all’ospedalizzazione per le patologie che lo consentono. Ormai da tempo il SIT è stato trasferito da Putignano a Monopoli, con riduzione di organico del Centro di raccolta sangue dell’Ospedale di Putignano. Di fatto questo ha comportato una riduzione delle donazioni. Inoltre l’approvvigionamento di sangue da parte dei reparti avviene con ritardi eccessivi per quelle che sono le esigenze dei pazienti, spesso in gravi condizioni cliniche (le ambulanze percorrono più volte al giorno la tratta Putignano-Monopoli. Questo è un risparmio economico?). L’ultima delibera prevede che anche Putignano ritorni ad avere un servizio trasfusionale; ci si augura che al più presto vengano adottati provvedimenti che facciano tornare questo importante servizio nel nostro nosocomio.

Infine i pazienti oncologici, che spesso hanno difficoltà nell’essere ricoverati in ospedale, nell’assistenza domiciliare sono spesso affidati ad organizzazioni sostenute da donazioni da parte di volontari; tutto ciò rende insicura la continuità del servizio.

Noi riteniamo che la conoscenza sia alla base della crescita democratica di una società, affinché non vengano attribuite responsabilità a chi è solo esecutore di ordini provenienti da organismi superiori, che, invece, devono farsi carico delle loro responsabilità e rispondere direttamente ai cittadini, che per questo è giusto siano adeguatamente informati. Per questo motivo le associazioni in indirizzo continueranno con altre iniziative ad informare la cittadinanza.

 

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