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NOCI24.it

Quotidiano on-line della città di Noci (Bari)

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12-01-marika rossanoNOCI (Bari) - "Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti...queste cose si capiscono col tempo e l'esperienza". Partendo da questa celebre frase di Pavese, Marika Rossano, lontana da Noci da ormai 9 anni, racconta la sua storia e la difficoltà incontrata nell'allontanarsi sin da subito dai propri affetti. Un ostacolo però superato nel migliore dei modi e compensato dalla determinazione che le hanno permesso di raggiungere ottimi risultati e di trasformare qualsiasi difficoltà in una opportunità da cogliere senza alcuna esitazione.

La tua volontà di allontanarti dal tuo paese nasce già dall'età di 19 anni. Da cosa è nata questa esigenza di stabilire a una così giovane età le tue radici lontano da casa?

Sì, il mio percorso fuori casa comincia già subito dopo la maturità scientifica quando decido di trasferirmi a Bari per frequentare il corso di laurea triennale in Ingegneria gestionale, pur sapendo che avrei poi continuato gli studi a Milano.
La mia decisione di trasferirmi al Politecnico di Milano, maturata informandomi sui vari corsi universitari, era infatti solo rimandata, probabilmente perché volevo dare a i miei genitori il tempo di abituarsi alla mia assenza da casa e a me stessa la possibilità di sperimentare la vita da sola a pochi chilometri da casa.
A parte queste ragioni comprensibili per una ragazza di 19 anni, in realtà, la decisione di continuare gli studi a Milano è stata dettata da una motivazione precisa: ritenevo che il corso di Ingegneria gestionale, solo da pochi anni introdotto nei Politecnici d'Italia, a Milano fosse organizzato in maniera più strutturata, con diverse specializzazioni da poter scegliere alla fine dei primi 3 anni, tra cui quella in Management Engineering che mi aveva sempre interessato e che poi ho scelto.
Sono sempre stata una persona molto razionale perciò spostarmi a 900 chilometri lontano da casa per me non significava solo sentirmi più autonoma, espandere le mie relazioni sociali o "divertirmi" in una città piena di stimoli e interessi (cose sicuramente importanti e che mi hanno aiutato a crescere) ma significava principalmente continuare a investire nel mio futuro, scegliendo esattamente ciò che potesse trasformare i miei interessi e farne professionalità e competenza.

Ogni scelta fatta sino ad oggi, ti ha portata a raggiungere notevoli risultati dal punto di vista professionale subito dopo il conseguimento della laurea...

Mentre portavo a termine gli ultimi esami, entravo in quella fase in cui non vedevo l'ora di "sporcarmi le mani" e iniziare a vedere con i miei occhi le realtà aziendali che per anni avevo studiato e conosciuto sui libri. Così decisi di trovare uno stage che mi permettesse di impostare un lavoro per la tesi finale e soprattutto di affacciarmi al tanto atteso mondo del lavoro. Fu una scelta saggia, come ogni scelta fatta assecondando le proprie passioni o propensioni naturali, perchè a seguito dello stage mi fu offerto un contratto di lavoro a tempo indeterminato come Project analyst nel Controllo di gestione dell'azienda multinazionale francese Alstom Transport. Mi sento molto fortunata oggi ad aver ottenuto un contratto di lavoro stabile subito dopo la laurea perchè quel contratto è stato l'inizio di una carriera che si è accresciuta, diventando di lì a meno di due anni Controller della Business Unit Energia elettrica di Edison Spa e, oggi, FP&A analyst del business Turbomachinery Solutions di General electric a Firenze. In questo ruolo sono responsabile dell'analisi dei risultati di Revenues e Contribution Margin del business TMS durante le chiusure trimestrali dell'anno fiscale e per tutto il ciclo di pianificazione finanziaria operativa e strategica.
Senza il sostegno e il supporto dei miei genitori, che hanno investito in me permettendomi gli studi a Bari e a Milano, non sarei qui oggi a raccontare la mia storia e dirmi soddisfatta delle mie esperienze lavorative. So che sono orgogliosi di me e del ruolo che ricopro in un'azienda multinazionale come GE che favorisce la crescita dei giovani e la loro carriera, attraverso corsi che sviluppano le "soft skills" necessarie per formare i futuri managers.

Se potessi dare un consiglio a tutti i giovani che oggi si vedono costretti a scegliere tra la propria carriera e il legame ai propri affetti, quale sarebbe?

Purtroppo è ormai una realtà di fatto l'esodo di tanti giovani desiderosi di crescere professionalmente e con i dovuti meriti verso determinate regioni d'Italia, nelle quali il tessuto aziendale è senz'altro più fitto e le possibilità di impiego certamente maggiori, lasciando i propri affetti e la propria terra. Io stessa adoro Noci, la Puglia, lo stile di vita, i prodotti tipici, lo spirito di iniziativa e le spiccate qualità personali della gente, ma a distanza di 9 anni da quando sono partita trovo che ci siano ancora troppi e diversi ostacoli a impedire a questa regione di garantire lavoro e retribuzioni adeguate ai tanti giovani pieni di talento e capacità, soprattutto in questi ultimi anni in cui le prospettive dell'Italia intera non sono così rosee e addirittura andare a vivere all'estero è un'altra alternativa scelta da tanti.
Nel mio caso, la soddisfazione di fare un lavoro che mi piace e quella della mia famiglia nel vedermi realizzare le mie aspettative hanno attenuato la solitudine di certi momenti o la nostalgia della quotidianità dei rapporti e ne ha riconfermato il valore, mantenendoli vivi nonostante le distanze. Penso, quindi, che il binomio carriera-affetti possa esistere senza compromettere nulla, ciò che conta è la determinazione di fare qualcosa che migliori la nostra vita senza abbandonare l'idea di poter tornare qui. Se c'è qualcosa che ho imparato nel lavoro che faccio è proprio che il dinamismo, l'instabilità delle situazioni, il cambiamento, tutto questo deve essere la normalità, non la routine, perciò incoraggio i giovani a non temere la distanza e le difficoltà, a cogliere le occasioni quando si presentano, a imparare tutto ciò che ci aiuti a crescere, anche se ci sembra ostile o non esattamente quello che fa per noi, e sfruttarlo a nostro vantaggio.

Al di là dell'indiscusso successo professionale che hai ottenuto, quanto le scelte fatte e le esperienze condotte sino ad oggi hanno condizionato anche il tuo carattere e la tua persona?

Ho sempre avuto e conservo ancora tutto l'entusiasmo e la grinta di chi fa qualcosa che ama fare e che la porti a scoprire e imparare sempre cose nuove, anche se ciò ha significato spostarsi da Noci e vivere lontana da casa e dagli affetti. Penso che, per quanto difficile sia stato in certi momenti, vivere in una città diversa, più grande, multiculturale e stimolante, come può essere Milano o Firenze, porta indubbiamente con sè vantaggi ineguagliabili, ti fa conoscere la diversità di pensiero, di stili di vita, di cultura e ti arricchisce in modo speciale. Spero davvero un giorno di poter garantire anche ai miei figli la stessa apertura mentale che ha arricchito e impreziosito la mia vita.

Volgendo lo sguardo al percorso intrapreso, ci sono scelte che non rifaresti, strade che sceglieresti di non ripercorrere o precisi momenti che avresti preferito non vivere mai?

È assurdo pensare che ogni scelta fatta sia stata la più giusta. Sicuramente le ragioni alla base erano quelle che in quel momento ritenevo più valide, sebbene le conseguenze non siano state sempre quelle attese. In questi casi mi sono ritrovata a scoprire opportunità in quelli che inizialmente paventavo come rischi e ho rimesso nuovamente in moto la mia vita. Sono stati proprio gli errori e i momenti difficili a forgiare il mio carattere e a insegnarmi qualcosa, rendendo il mio percorso imperfetto ma unico come tutte le cose belle.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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