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04 26 FestaDellaLiberazione 2NOCI (Bari) - Sono trascorsi 74 anni da quando l’Italia è stata liberata dall’oppressione nazifascista, e come ogni anno, Noci ha voluto celebrare degnamente questa ricorrenza. Alle 12:15 di ieri, 25 aprile, ci si è radunati presso il Monumento ai Caduti sito in via Calvario, alla presenza di autorità civili, militari, religiose, delle associazioni di volontariato e delle rappresentanze degli studenti di ogni ordine e grado. Alla deposizione di una corona di alloro sul monumento, in ricordo dei Caduti per la Libertà, è seguito un breve discorso del Consigliere Barbara Lucia, delegata alle politiche giovanili e del sindaco Domenico Nisi.

04 26 FestaDellaLiberazione 3“Contrariamente a certe sciocche illazioni che mi è toccato ascoltare nei giorni scorsi, il 25 aprile non è una festa che divide, una sorta di “braccio di ferro” politico. E’ la festa di tutti gli italiani fieri e consapevoli, degli italiani innamorati di libertà faticosamente conquistata!” - ha esordito il primo cittadino.
Prendendo spunto da queste parole, noi di Noci24 vorremmo riflettere assieme a voi lettori su cosa realmente si festeggi e sul significato che oggi assume la parola liberà.
Settantaquattro anni fa, la nostra Patria fu resa libera, grazie al coraggio di uomini e donne che non ebbero alcun timore di prendere ferrea posizione contro la dittatura del nazifascismo, quella dittatura che aveva gettato nel vortice sanguinario della guerra un paese che avrebbe auspicato solo la pace.
Molti non arrivarono neppure a festeggiare questa ricorrenza, perché furono uccisi nei mesi e nei giorni immediatamente precedenti alla vittoria. E sicuramente, anche grazie al loro sacrificio, gli altri trovarono la forza per non mollare. Oggi più che mai, il ricordo di chi ci ha riscattati a prezzo della propria vita, non dev’essere solo un dovere morale, ma un qualcosa a cui guardare quotidianamente.
E’ facile risalire all’etimologia della parola “partigiano”: significa parteggiare, prendere posizione. Forse è questo coraggio che oggigiorno manca e che dovremmo essere capaci di recuperare. Di fronte alle ingiustizie politiche e sociali di ciascun tipo e ad ogni atto lesivo della libertà, dovremmo riuscire a schiararci dalla parte di ciò che è realmente giusto, difendendo a spada tratta quei valori morali e costituzionali che sono intoccabili. Altra domanda che tanti cittadini si pongono è: “Attualmente, l’Italia è veramente libera?”.

E’ innegabile che proliferino molteplici “microdittature”, che non si chiamano nazismo o fascismo, che non hanno nomi altisonanti e che per questo non incutono timore, ma che non per questo possono considerarsi meno pericolose. Tutto ciò che va ad “imbavagliare” la Signora Libertà che il 25 aprile celebriamo, è da considerarsi pericoloso e deprecabile. Sta a noi tenere gli occhi aperti e riconoscere i “campanelli d’allarme” prima che alcune convinzioni e ideologie sbagliate si ingigantiscano fino a diventare inarginabili. Del resto, anche il fascismo ed il nazismo si sono presentati come realtà apparentemente volte al positivo, a conferire lustro e prestigio ad una nazione, rivelandosi in realtà piccoli tarli che hanno scavato voragini enormi. Attenzione però alla maniera in cui intendiamo la parola “libertà”, a cui è facilissimo conferire significati errati. E’ facilissimo ( e del resto sacrosanto) pretendere la libertà, mentre è talvolta più arduo mostrarsi capaci di lasciarne agli altri. Eppure è giusto che sussista una sorta di bilanciamento: esigere di essere uomini liberi e comprendere che gli altri ne hanno diritto tanto quanto noi.
04 26 FestaDellaLiberazione 4Tornando alle pagine di storia, sarebbe assolutamente necessario che quelle dedicate alla resistenza fossero lette e rilette, nelle scuole e in occasioni pubbliche, non solo in prossimità del 25 aprile.
E’ fondamentale perché non può arrivar notizia di ragazzini che minacciano di riaprire i forni crematori di Aushwitz quando saranno grandi, e di incenerirvi chi la pensa diversamente da loro. Qualcosa andrebbe evidentemente potenziato, se accadono episodi simili e se c’è ancora chi sostiene che il fascismo abbia avuto dei meriti, che un giorno con Mussolini rimetterebbe a posto l’Italia.

Conoscere le vicende di quanti sono morti per garantirci il più alto dei valori, che oggi però tendiamo a ritenere fin troppo scontato, ci aiuterà indubbiamente ad innamorarci ancora di più della libertà, alimentando in noi la voglia di difenderla, di fare in modo che niente e nessuno possa più strapparcela.
Il paragone potrà risultare forse fin troppo semplicistico, ma riteniamo renda bene l’idea: la Libertà è quel fiore che 74 anni fa ci è stato donato, ma sappiamo benissimo che ogni fiore, se non curato quotidianamente con amore ed impegno, tende ad appassire e a morire. Facciamo in modo che non succeda, facciamo in modo di non dover nuovamente perdere il privilegio di essere uomini liberi per comprendere l’importanza della libertà. L’augurio che ci scambiamo il 25 aprile può essere dunque considerato uno dei più importanti che esistano: buona libertà a tutti.

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