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04 16xylellamarianolippolis copyNOCI (Bari) – La Xylella Fastidiosa? Un batterio tutt’altro che lontano da Noci. Una problematica di cui stanno risentendo gli ulivi identitari della nostra regione e di cui non si può più non parlare, visti i recenti aggiornamenti delle aree limitrofe interessate localizzate in comuni come Ostuni Cisternino, Martina Franca e Monopoli.

A sollevare per la prima volta l’argomento, durante l’ultimo consiglio comunale celebratosi lo scorso venerdì 13 aprile (proponendo all’assise l’aggiunta di un 15° punto all’odg), è il consigliere Mariano Lippolis. Il consigliere, atti e documenti alla mano, ha chiesto dunque all’assise (che si è poi espressa a favore) non solo di prendere atto della sindrome del complesso del disseccamento rapido dell’olivo e degli aggiornamenti sulle aree interessate dal fenomeno all’interno della Regione Puglia avvenuto in data 19.03.2018, ma anche di cominciare a pensare ad alcune forme e misure di prevenzione, informazione e sensibilizzazione da promuovere al fine di tutelare il patrimonio olivicolo dell’agro nocese.

“Probabilmente avremmo dovuto trattare questo argomento già da qualche anno” ha dichiarato Lippolis venendo a presentare la problematica, “ma esiste questa malsana attitudine a considerare eventi che si sviluppano lontano da noi come se non ci riguardassero. Sto parlando ovviamente dell’emergenza legata alla cosiddetta xylella fastidiosa, batterio che dall’estate del 2013 ha fatto la sua comparsa nel mondo agricolo locale e sta falcidiando interi uliveti nel Salento e in altre zone della nostra Regione. La diffusione di questo agente patogeno avviene in prevalenza tramite insetti come il rodilegno giallo (Zeuzera pyrina) e la cicalina denominata anche sputacchina di cui esistono diverse specie. E le piante interessate non sono soltanto gli ulivi, ma anche altri fruttiferi come il pesco il mandorlo, la vite e molte delle varietà di agrumi."

"Da allora la struttura regionale ha prodotto un’intensa attività tecnico amministrativa a riguardo ma nonostante siano passati 5 anni dalla diffusione, la questione sia ancora molto poco chiara e definita: vi sono punti di vista molto divergenti sulla faccenda: io faccio parte di quella corrente di pensiero che ritiene che il piano consistente nell’eradicazione di milioni di ulivi al fine di impedire la propagazione del batterio sia del tutto inutile e dannosa.E questo perché vi è assenza di effettivi riscontri circa la patogenicità del batterio e della sua esclusiva responsabilità della sindrome CoDiRO (Complesso del Disseccamento Rapido dell’Olivo).

La Xylella infatti pare non essere il solo agente patogeno riscontrato sugli ulivi malati, poiché studi realizzati dall’Università di Foggia hanno dimostrato che sugli alberi infetti vi è la presenza di almeno sei tipi di funghi, tra i quali i funghi tracheo micotici, cioè funghi che bloccano il passaggio dei nutrienti ai rami degli alberi. Sembrerebbe che la malattia degli ulivi sia da attribuire alla proliferazione di questo tipo di funghi, cosa tra l’altro verificata da centinaia di agricoltori ed esperti in materia. Agricoltori che in questi anni hanno messo a punto cure per questi funghi che hanno visto rinascere molti ulivi, cure rivelatesi molto più efficaci di una dannosa strategia eradicativa

Dalla scoperta dei primi focolai di xylella nel 2013 c’è stato un lento ma inesorabile espandersi di questa epidemia fitosanitaria. Consideriamo che Sino all’anno scorso l’area a nord del brindisino non conosceva la Xylella, negli ultimi mesi invece vi è stata un’evoluzione a nord del batterio. Il dato odierno evidenzia un numero quadruplicato di ulivi colpiti rispetto ai 2 mesi precedenti, in crescita rispetto ai 2251 registrati il 7 marzo. Il dato aggiornato a cura di esperti della Regione Puglia parla di circa 3100 ulivi infetti da Xylella nella cosiddetta fascia di contenimento.
C’è stato in questi anni un susseguirsi di determine dirigenziali da parte della regione puglia nelle quali si andava di volta in volta a rideterminare e ri -perimetrare la zona infetta, la zona cuscinetto e l’area di contenimento.

Negli ultimi mesi c’è stata un’evoluzione importante, tant’è che il 29 marzo scorso sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia è stata pubblicata la Determina numero 109 del 19 marzo 2018 con la quale, a seguito del rinvenimento di quasi 3 mila alberi infetti in alcuni comuni di Brindisi e Taranto, si aggiornano le aree delimitate alla Xylella fastidiosa. E La “zona cuscinetto” stavolta comprende l’intero territorio di Ostuni, Ceglie Messapica, Cisternino dove è ormai nota la presenza di circa 7 focolai accertati di xylella, Martina Franca e, per la prima volta vi è l’allargamento della zona cuscinetto anche alla provincia di Bari con due terzi del territorio di Locorotondo. Si aggiungono anche Martina e Monopoli.

In questi due ultimi comuni che ho menzionato nei giorni scorsi sono stati avviati degli incontri con esperti:pare evidente che il problema sia tutt’altro che lontano.Sebbene nessun calcolo statistico possa prevedere con certezza l’evoluzione della xylella poiché il batterio segue un andamento difficile da controllare in assenza di dati per quanto riguarda il rapporto tra vettore e diffusione del batterio, credo sia giusto che se ne parli affinché si inizi a sensibilizzare e informare agricoltori e possessori di terreni su questa tematica ponendo in essere indicazioni operative per la prevenzione e il contenimento della diffusione del batterio.

Abbiamo un agro enorme, 148 km di territorio, un settore agricolo oleario in salute e ritengo che sia bene iniziare a informare ORA su quelle che sono le buone pratiche agricole che ognuno dovrà eventualmente porre in essere per ridurre la propagazione della sputacchina e con essa l’eventuale inoculo del batterio. Iniziare oggi a informare significa non doverci trovare domani a gestire qualcosa di davvero complicato”.

 

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