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NOCI (Bari) – Il Natale, quell’atmosfera quasi magica che si respira per le strade delle grandi città. Quei profumi di dolci e ragù che riempiono le strade dei piccoli paesi. Il Natale, per alcuni un’occasione per tornare a casa e rivedere i propri cari, per altri un giorno in cui forte si fa la nostalgia e il ricordo di chi non c’è più.
I miei auguri vanno a chi è felice e a chi, invece, quella felicità la sta ancora cercando.
NOCI (Bari) – Mi chiamo Maria. Ho poco più di 30 anni e faccio parte della categoria “cervelli in fuga”. Ma faccio anche parte di quelli che io chiamo “cervelli in fuga involontaria".
Qualche mese fa vi ho raccontato la mia storia. Vi ho parlato della mia difficoltà – che alcuni chiamano coraggio – a lasciare casa, famiglia e amici per trasferirmi in una città dove l’unica cosa che mi era chiesta era quella di ripartire da zero. Così ho fatto, ho sradicato le mie radici per costruirmi una nuova vita, una realtà su misura. Sono passati ormai anni da quel giorno, tanti i cambiamenti di cui sono stata protagonista e persino la mia carta d’identità ha un nuovo indirizzo. Eppure qualcosa è rimasto invariato e a ricordarmelo è stato lui, la persona che anche se spesso in silenzio, questa volta ha preferito scrivere piuttosto che parlare, colui che anche se da lontano continua a guidarmi senza lasciare la mia mano: mio padre.
NOCI (Bari) – Ero una ragazza come tante altre. Ogni mattina mi svegliavo per andare a lavoro e fino a quel giorno gioivo e soffrivo per le cose di tutti i giorni: una promozione a lavoro poteva rendermi felice, una delusione d’amore mi sembrava uno degli ostacoli più insormontabili. La mia vita scorreva abitudinaria in quella routine che tanto amavo.
Qualcosa è cambiato, dentro di me qualcosa si è spezzato. I miei occhi, la mia vista, hanno acceso il primo campanello d’allarme. Nel giro di pochi giorni mi è stata diagnosticata una neutrite retrobulbare ed è in quel momento che ha avuto inizio il mio calvario.
NOCI (Bari) – William Shaespeare ha detto: “La donna uscì dalla costola dell'uomo, non dai piedi per essere calpestata, non dalla testa per essere superiore ma dal lato, per essere uguale, sotto il braccio per essere protetta, accanto al cuore per essere amata”. Una grande donna, invece, Oriana Fallaci ha scritto: “Se nascerai uomo non dovrai temere d’essere violentato nel buio di una strada. Non dovrai servirti di un bel viso per essere accettato al primo sguardo, di un bel corpo per nascondere la tua intelligenza. Non subirai giudizi malvagi quando dormirai con chi ti piace”.
NOCI (Bari) – Spesso quando scriviamo, quando ascoltiamo una canzone, quando guardiamo un film, ci piace immaginarci nella vita di un altro, immedesimarci in realtà che non sono le nostre e che alle volte ci appaiono più semplici, più entusiasmanti o talvolta ci piace pensare che quel lieto fine possa in qualche modo appartenerci. A volte però dimentichiamo una cosa fondamentale: noi stessi possiamo diventare il lieto fine per qualcuno o il mezzo attraverso il quale quel qualcuno può raggiungere la serenità, o – nel migliore dei casi – è dal peggio che può nascere il meglio.
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